giovedì - 6 Maggio 2021

Vaccino, oggi somministrate 3.762 dosi in Irpinia

Nella giornata di oggi 5 maggio 2021 sono state somministrate presso i Centri Vaccinali anti-covid dell’Asl di Avellino tot. 3.762 dosi di vaccino così...
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    Francesco La Verde: il pianista considerato il Ludovico Einaudi d’Irpinia

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    Quest’oggi entriamo nelle pieghe dell’animo di un musicista avellinese, un vero talento d’Irpinia: scoprite con noi Francesco La Verde. 

    [ads1] Francesco. Un ragazzo come tanti; camicia blu, barba curata, occhi vispi, gentile, mani veloci. Francesco appare così: un ragazzo come tanti, appunto. Dentro di sè, la magia della musica.
    Ama la Musica Classica, da Chopin a Verdi fino ad arrivare a Edward Grieg. Ma preferisce la musica Ambient, New Age (Einaudi, Sakamoto, Yann Tierse, George Winston).
    E’ considerato, e Francesco ci tiene a sottolineare con estrema umiltà che è un’opinione tutta da dimostrare, uno dei massimi interpreti della musica di Ludovico Einaudi, che considera il punto fermo nella sua crescita artistica, non andando ad analizzare chiaramente la tecnica o la difficoltà, ma andando a considerare le emozioni che riesce a trasmettergli. Perchè è questa secondo lui la funzione principale di ogni singola forma di arte. Ed è questo l’obiettivo che si pone in ogni suo concerto.
    Ama suonare da solo, nel salone di casa, con una sola lampada ad illuminare il piano e il suo obiettivo più grande è quello di trasmettere delle emozioni che sappiano travolgere prima se stesso e poi gli altri.
    Francesco La Verde comincia ad avvicinarsi allo studio della musica all’età di dodici anni presso l’Accademia di Musica Kandinsky, spinto anche dal fatto che il fratello, già prima di lui, suonasse il piano. Si avvicinò al pianoforte per puro caso; era sua intenzione suonare il sassofono ma, essendo la classe piena, optò per il piano. La bravura e la perspicacia del suo maestro, il presidente dell’accademia Giuseppino Principe, gli hanno fatto amare lo strumento che oggi a tutti gli effetti considera un compagno di vita.
    Ha partecipato a numerose manifestazioni locali tra le quali quella di maggiore interesse è stata la “Primavera d’arte” organizzata dall’allora assessore alla cultura Salvatore Biazzo e che vedeva la partecipazione di Rai, Radio1, Demo l’acchiappatalenti diretto da Marengo e Michael Pergolami.
    A sedici anni arriva 2° al concorso pianistico nazionale città di Ariano Irpino.
    A 17 si piazza al 3°posto al prestigiso concorso nazionale pianistico “Luigi Paduano” presso la città di Cercola, nonostante fosse stato l’unico a non portare un repertorio di musica classica.
    A tutto ciò ha affiancato gli studi universitari, essendosi laureato in giurisprudenza. Ha deciso, per fortuna o purtroppo, che la musica debba essere e restare solo ed esclusivamente una passione, lasciandola al di fuori di tutte quelle amarezze che, inevitabilmente, un mondo lavorativo possa comportare.
    Sarà possibile ascoltare le sue dolci note il prossimo 14 Agosto, ore 20.30, Chiesa del Carmine di Avellino. La manifestazione è inserita all’interno della rassegna artistica “i concerti del principe” prodotti e diretti dall’Accademia di musica Kandinsky. Tale concerto è inserito anche nel calendario del Ferragosto avellinese (per info clicca qui).
    Non ci resta quindi che seguire la scia di note di questo giovane talento, augurandoci che possa davvero arrivare lontano e con lui un po’ della cara Irpinia.

    Ludovico Einaudi, fonte d'ispirazione per Francesco
    Ludovico Einaudi, fonte d’ispirazione per Francesco

    Sembrano quanto mai adatte, alla persona e al contesto, le parole di Nietzsche:
    Il pianista che esegue l’opera di un maestro avrà sonato nel modo migliore se avrà fatto dimenticare il maestro e se sarà parso che abbia raccontato una storia della sua vita o che abbia proprio allora vissuto qualcosa. Certo: se egli non è nulla di significante, tutti malediranno la loquacità con la quale ci avrà raccontato della sua vita. Deve quindi sapersi accaparrare la fantasia dell’ascoltatore. Con ciò si spiegano d’altra parte tutte le
    debolezze e follie del «virtuosismo».
    Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878
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