In conclusione della Global week for future la manifestazione organizzata da Franco Mazza e il comitato Salviamo la Valle del Sabato, ha messo in risalto le criticità ambientali della nostra provincia

Si è tenuta ieri sera in Piazza Libertà, la manifestazione “L’indifferenza brucia più del fuoco” organizzata dal comitato “Salviamo la Valle del Sabato, salviamo la nostra vita“. Preceduta dalla “Staffetta per la vita“. partita dalla ICS di Via Pianodardine, la manifestazione ha portato in piazza diversi esponenti della cultura, associazioni, movimenti, sindacati, istituzioni  che hanno illustrato un quadro preoccupante per la nostra provincia e al contempo, avanzato proposte concrete da mettere a punto con l’aiuto delle istituzioni.

L’evento si pone in conclusione della Global Week for future, una settimana in cui ambiente, clima e inquinamento sono stati al centro del dibattito pubblico. Tra i presenti il Circolo Lergambiente “Valle Solofrana”, il comitato “No Eolico Selvaggio” Alta Irpinia, i Medici per l’Ambiente.

E proprio i Medici per l’Ambiente hanno sottolineato l’importanza di una prevenzione primaria, che possa andare ad agire sui fattori ambientali, che ci rimandano una situazione abbastanza complessa sulle nuove malattie, che colpiscono sempre più le fasce giovanili.

“Da medico mi sono interrogato sul perché si determinano alcune malattie – ha dichiarato il presidente del comitato Salviamo la Valle del Sabato, Franco Mazza – in questa città, in questo momento c’è un problema che sta affiorando sempre più che è quello della criminalità. L’indifferenza brucia più del fuoco, c’è bisogno di una lotta concreta da parte dei cittadini”.

Sull’incendio Ics Pianodardine, il presidente Mazza ha sottolineato la necessità di una bonifica della zona, liberandola dai rifiuti speciali che ancora giacciono sul suolo.

“Va bene tranquilizzare l’opinione pubblica, tuttavia dire “tutto apposto” mentre nell’aria c’è fuligine e sui balconi residui di plastica che bruciano è azzardato – ha continuato Franco Mazza – In sanità non esiste un valore per il quale è “tutto apposto”. Esistono dei termini tecnici per i quali si può stare tranquilli, ma ciò non conta per quelle persone che hanno già problemi respiratori o patologie di altro genere. Le diossine accumulate nell’organismo determinano danni“.

Proposte immediate:

  • Confronto diretto con le istituzioni;
  • incremento della vigilanza per scongiurare episodi criminosi;
  • messa in sicurezza di luoghi potenzialmente pericolosi  (es. Novolegno, dove cataste di legno sono accumulate ancora all’esterno);
  • seria mappattura delle aziende per individuare condizioni di rischio;
  • congrua proroga per il diviato di abbruciamento;
  • nuovi impianti ecocompatibili;
  • bonifica del sito ICS;
  • monitoraggio suolo e acque;
  • monitoraggio biologico;
  • indagine epidemiologica tra i campioni prelevati dal suolo e sulle persone.

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