Furbetti dell’Asl. Sibilia: «Questa situazione non può essere tollerata. Avellino non è questa»



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Dopo lo scandalo degli ultimi giorni che ha coinvolto l’Asl di Avellino, arriva come un fulmine a ciel sereno il duro commento di Carlo Sibilia, deputato del Movimento 5 Stelle: «Questa situazione non può essere tollerata. Avellino non è questa»

 “Dipendenti pubblici timbrano il cartellino e vanno a fare i fatti loro. Una vera e propria banda di furbetti del badge, che sono la conseguenza di tanti anni di lassismo generale, di mancati controlli, di un senso diffuso di impunità, di una cultura generale dell’illegalità che mortifica gli onesti. Questa situazione non può essere tollerata. Avellino non è questa. E’ fatta di persone corrette che fanno sacrifici per vivere onestamente ogni giorno e noi siamo dalla loro parte”.

Queste sono le dure parole di Carlo Sibilia, deputato M5s, che commenta il recente scandalo della «banda di furbetti del badge», i dipendenti pubblici dell’Asl di Avellino che «timbrano il cartellino e vanno a fare i fatti loro».

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Lo scandalo dell’Asl Avellino

La storia sembra ripetersi miseramente: da nord a sud, centinaia di “furbetti”, i soliti, sistematicamente pagati dallo Stato, ovvero dalle stanche tasche dei cittadini onesti, che invece di svolgere il proprio dovere e rendere un servizio alla comunità, timbrano e scappano. Letteralmente! Chi va in palestra, chi a fare la spesa, chi torna a casa. Tanto paga sempre Pantalone! L’Italia ormai è divisa inesorabilmente in due realtà: da una parte, la stretta e minuscola cerchia di cittadini onesti, che ancora credono e sperano in una giustizia sociale; dall’altra una voragine, un mondo vivo che pullula di corrotti e corruttori, evasori fiscali, furbetti del quartierino.

Pieno sostegno all’azione messa in campo in queste ore dalla magistratura per ristabilire la legalità in un’amministrazione pubblica, quale è quella sanitaria. La sanità ha sempre rappresentato un settore in cui la politica clientelare ha fatto il bello e cattivo tempo, producendo storture e deresponsabilizzando chi, invece, è pagato con i soldi dei cittadini”.

Le parole di Sibilia risuonano come un monito perpetuo, ma senza qualcuno che le mette in pratica restano solo parole, parole, parole.

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