“La Genovese” di Enrico Fierro alla mensa dei poveri



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Si è tenuta ieri, presso la mensa dei poveri “Don Tonino Bello” la presentazione del romanzo “La Genovese” del giornalista de Il Fatto Quotidiano Enrico Fierro

“La Genovese – Una storia d’amore e di rabbia” o sarebbe meglio dire di raggia, quella che accomuna il protagonista Frank e l’autore Enrico Fierro, quella che consuma la vita, ma allo stesso tempo la rende degna di essere vissuta secondo giustizia e con la forte volontà di raccontare la verità.

Si è tenuta nella serata di ieri la presentazione del romanzo del giornalista irpino de “Il Fatto Quotidiano”. Ad ospitare l’evento la mensa dei poveri “Don Tonino Bello”. Una scelta per nulla casuale, perché i luoghi di solidarietà sono quelli che piacciono a Frank e ad Enrico Fierro e perché il cuoco contadino Pietro Parisi ha cucinato una pasta alla genovese solidale, 10 euro a persona per la degustazione, destinati alla mensa.

La presentazione è stata accompagnata dalla lettura esperta dell’attore Paolo Capozzo e da un excursus bidirezionale del prof. Franco Festa lungo le vite di Frank ed Enrico, spesso parallele.

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Paolo Capozzo

“Non ho la presunzione di scrivere un’autobiografia” ha affermato Fierro, eppure sotto altri nomi sono descritte persone, luoghi ed eventi cari all’autore. In primis la città di Avellino, o come dichiarato dallo stesso giornalista l’intero Meridione, con tutte le sue contraddizioni. Quella città che, a detta del prof. Festa, ha accompagnato all’uscio un giovane Fierro, che nel descriverne i problemi e nel prendere posizione conto volti “sacri” come quello di Ciriaco De Mita, ha fatto un imperdonabile torto a chi non vuole, poi, così tanto bene all’Irpinia.

Tra gli eventi, nel romanzo, viene citato il terremoto, ma non è soltanto il terremoto devastante dell’Irpinia. In esso si fondono anche quello di San Giuliano di Puglia del 2002 e quello dell’Aquila del 2009. Questo è uno solo degli eventi segnanti che rientrano nella biografia di Fierro, ma viene raccontato da Frank, come esperienza umana.

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Prof. Franco Festa

“Ogni vita è un romanzo” e da questo presupposto, sfruttando le storie raccolte negli anni nei suoi taccuini, Enrico Fierro ha raccontato quella che potremmo definire la sua storia degli altri.

Solo poche persone hanno conservato i loro nomi anche nella vita di Frank, che è “finta, ma vera” come sottolineato dal prof. Festa. Tra questi il violinista che piangeva sulla riva del fiume che bagna la città di Prizren in Kosovo, in memoria di una finta pace, frutto di una guerra senza vincitori. “Aveva 78 anni – racconta Fierro – e diceva: io non ho fatto del male a nessuno“.

Queste e tante altre storie impregnate di comuni sentimenti umani, di umiltà e di potere, sono raccolte ne “La Genovese”.

Per la prima volta Fierro non scrive un libro d’inchiesta. Pomicino, la ‘Ndrangheta e le mafie tutte sono state al centro del suo scrivere. Uno scrivere stancante, perché seguito da querele e processi vinti, ma estenuanti. Era giunta l’ora, per il giornalista, uomo e scrittore, di raccogliere i suoi pensieri e il privilegio di una vita passata a raccontare la Storia.

 

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