Gian Crò riparte con “Bugie a parte”: l’intervista

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Il giovane regista e attore Gianmarco Crò, formatosi in Irpinia, è di nuovo in scena con la sua commedia “Bugie a parte”

“Bugie a parte” è una commedia brillante scritta, diretta ed interpretata dall’artista di scuola irpina Gian Crò. Ad affiancare Gian Crò sul palcoscenico ci saranno Noemi Bordi, nel ruolo di Laura, e Domizia D’Amico nei panni di Gelsomina. Lo spettacolo debutterà il 20 giugno a Cimitile (Na) presso i Giardini delle Basiliche Paleocristiane.

Sinossi

Laura e Daniele, giovane coppia che da poco convive insieme alla nonna di lui, la signora Gelsomina, trascorrono le loro giornate in una costante apatia tipica di una piccola realtà provinciale del sud Italia. Le loro vite, in un noioso pomeriggio come tanti, cambierà improvvisamente. Laura telefona disperata Daniele e gli chiede di mollare il lavoro e di correre subito da lei. Grande novità li attende, un colpo di fortuna che finalmente cambierà il loro destino, un biglietto di solo andata verso un futuro pieno di speranza: un Gratta e Vinci milionario! O almeno è quello che sembra perché Daniele, una volta arrivato a casa si troverà ad affrontare una situazione poco chiara.crò

Intervista

  • Esordio a Cimitile, in quali altre città potremo seguirti?

Ad agosto ci sarà una piccola tournée estiva che toccherà anche l’Irpinia. Le date usciranno a breve.

  • Come si tiene l’attenzione del pubblico con “solo” tre personaggi in scena?

L’esperimento dei tre attori era già ben riuscito con “Apri gli occhi” che è la prima commedia che ho scritto. Il segreto, secondo me, è avere in scena tre attori bravi e anche questa volta credo che il cast sia giusto. Già dalle prove si vedono buoni risultati, quindi spero e credo che l’opera piacerà.

  • Ti abbiamo visto alla regia di commedie. Hai mai pensato di scrivere qualcosa di tragico?

Qualcosa di tragico non l’ho mai scritto. È qualcosa in cui mi sperimenterei più come attore che come autore. La mia formazione e le mie esperienze sono più sulla prosa comica.

  • Si dice che sia più facile far piangere che far ridere, sei d’accordo?

Sì, è più difficile far ridere perché è più facile cadere nel cliché, in qualcosa di banale, nel già sentito. Far piangere, invece, è molto più facile perché si toccano delle corde emotive. Ognuno di noi, magari ha vissuto dei momenti brutti e basta un semplice ricordo per suscitare quell’emozione nella persona. Farla ridere non è facile, perché oggi tra televisione, web, cinema e quant’altro prodotti ce ne sono a morire e la gente è abituata a tutto. Il tutto sta nel coinvolgerli con la storia, poi la risata viene da sé.

  • Speri di tornare in scena al “Gesualdo”, il teatro della città in cui sei cresciuto?

Tornare al “Gesualdo” sarebbe una bella cosa. Dopo esserci stato come interprete, sarebbe un piccolo sogno nel cassetto poterci tornare con un mio spettacolo. Speriamo, vedremo in futuro. “Apri gli occhi” è stato riscritto insieme ad un altro autore, quindi questa nuova versione può darsi che abbia uno sviluppo ben diverso e magari potrebbe partire proprio da Avellino.