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Attualità

Giornata Mondiale contro l’omofobia: parola agli psicologi

Elena Russo

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Che cos’è l’omosessualità e perché a 28 anni dalla decisione di debellarla dalla lista delle malattie mentali, c’è ancora chi sostiene che gli omosessuali vadano curati? Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Mara Festa, Presidentessa dell’Associazione Apple Pie

Ricorre oggi la Giornata Mondiale contro l’omofobia, la biforia e la transfobia. Nel 2004 l’Unione Europea ha istituito questa giornata per promuovere e coordinare occasioni di confronto e dibattito intorno a queste tematiche.

Ma perché proprio il 17 maggio? Questa data non è casuale, nel 1973 infatti, proprio in questo giorno l’omosessualità viene derubricata dalla lista delle patologie psichiatriche del DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali) redatto dall’American Psychiatric Association. Nel 1990 anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) debella l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali. Quindi, ufficialmente l’omosessualità non è una malattia, anche se molti si ostinano ancora oggi, a credere il contrario.

Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Mara Festa, Presidentessa dell’Associazione Apple Pie: l’amore merita LGBT+, psicologa e psicoterapeuta.

  • Cos’è l’omosessualità? 

“Per l’APA (American Psychiatric Association) l’omosessualità è una variante naturale normale e positiva della sessualità umana e per l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) una variante naturale del comportamento umano”.

  • Quali sono i motivi che spingono molte persone a credere che l’omosessualità sia una patologia da dover curare?

“Questo sicuramente è dovuto alla visione eterosessista, eterocentrista ed eteronormativa che impone l’eterosessualità come norma, in quanto unico orientamento sessuale culturalmente e socialmente legittimato”.

  • Che cos’è invece l’omofobia? 

“Nel 1972 George Weinberg conia il termine omofobia intesa come la paura irrazionale, l’intolleranza e l’odio nei confronti delle persone omosessuali da parte della società. La definisce una fobia operante come un pregiudizio, appare quindi come antagonismo diretto verso un particolare gruppo di persone, e inevitabilmente porta al disprezzo di quelle persone e al loro maltrattamento”.

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  • Come bisogna agire contro l’omofobia? 

“La definizione che ne fa Weinberg è molto interessante in quanto in genere una fobia è una paura irrazionale che un soggetto ha verso persone, cose, animali, o situazioni e che è possibile affrontare e superare per poter vivere in modo sereno; invece, in questo caso la componente del pregiudizio la rende ancora più forte: esso altera pensieri e comportamenti che hanno effetti negativi non solo per chi li sperimenta in prima persona, ma soprattutto per chi è il bersaglio del pregiudizio stesso. Questo implica che esso verrà rafforzato a livello sociale da chi condivide la stessa idea (persone, organizzazioni, etc) e sarà più distruttivo verso le persone omosessuali. Proprio perché l’omofobia si basa su una paura irrazionale, quindi basata su informazioni deformate e deformanti, è necessario agire culturalmente per ‘ripulire’ gli stereotipi legati al mondo LGBT+ e sensibilizzare alla Cultura del Rispetto, e dell’incontro autentico con l’altro basato sul principio dell’okeyness di Harris ‘IO sono OK-TU sei OK’.

Laddove viene a mancare questo principio, ognuno sosterrà sempre il diritto di avere più valore di chiunque altro, e sentirà di essere detentore di una “verità migliore” da imporre e perpetuare. Educare alla Cultura delle Differenze significa incontrare l’altro autenticamente al di là di ogni etichetta, diagnosi, provenienza, religione, identità, al fine di portare la propria differenza come unicità in un luogo simbolico di scambio e crescita personale”.

Ed è proprio per educare ad una cultura delle differenze, che l’Associazione Apple Pie: l’amore merita LGBT+  ha organizzato per oggi una marcia ricca di testimonianze e spunti di riflessione. L’appuntamento è in Piazza Libertà a partire dalle ore 17:00.

Il programma completo (qui).

Studentessa di Lettere Moderne, amante della scrittura e instancabile sostenitrice dei diritti umani. Provo a cambiare questo mondo attraverso la bellezza di uno scatto da una nave in tempesta.

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