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Coronavirus, altri 141 nuovi casi in Provincia. Ecco dove

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    “Peccato che non avremo mai figli”: Giuseppina La Delfa si racconta ad Avellino

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    Ieri pomeriggio, alla vigilia della Giornata internazionale contro l’omo-bi-transfobia, si è tenuta ad Avellino la presentazione del libro “Peccato che non avremo mai figli” di Giuseppina La Delfa. Un’occasione per riflettere sui temi della libertà e della genitorialità 

    «In famiglia abbiamo un motto: “Tutto è difficile finché non diventa facile“». Giuseppina La Delfa sintetizza così, con semplicità e acutezza, trentasei anni di vita e di amore, trascorsi accanto alla compagna Raphaelle.

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    Di questo lungo cammino insieme parla “Peccato che non avremo mai figli“, edito da Aut Aut Edizioni, che la fondatrice ed ex presidente di Famiglie Arcobaleno ha presentato ieri pomeriggio ad Avellino, presso la Casina del Principe.

    L’evento, organizzato con il sostegno della Pro Loco Avellino, ha visto la partecipazione di Antonio De Padova, vicepresidente dell’associazione Apple Pie: l’amore merita LGBT, e delle giornaliste Selene Fioretti ed Elena Russo, nel ruolo di moderatrici. Ad arricchire l’incontro la lettura, a cura di Paolo Pagnotta, di alcuni brani tratti dall’opera.

    Giuseppina La Delfa

    Una data non casuale quella scelta dalla La Delfa per la presentazione di questo libro, che andrà a comporre una trilogia:

    «Il 16 maggio è una data fondamentale per me, perché il 16 maggio del 1982, trentasei anni fa, io e Raphaelle ci siamo fidanzate. Inoltre, il 17 maggio ricorre la Giornata internazionale contro l’omo-bi-transfobia. Volevo, quindi, che l’uscita del libro, che parla anche di omofobia e della difficoltà di affrontarla, coincidesse con questi fatti personali e collettivi».

    «Il titolo riassume quello che è stato per me scoprire a diciott’anni di essere lesbica, omosessuale. All’epoca non usavo queste parole, erano difficili da pronunciare. Trentasei anni dopo è diventato facile. Nel 1982 era inconcepibile pensare di avere una famiglia vivendo una relazione omosessuale. Nel 2000, dopo diciott’anni di evoluzione, è diventato possibile ciò che prima non lo era. Il libro racconta questo percorso».

    A far maturare nell’autrice italo-francese l’idea di raccontare la propria storia hanno contribuito diversi fattori:

    «Sicuramente l’ho fatto per i miei figli, per raccontare loro la storia della loro nascita e delle loro madri. Poi, mi sono resa conto che mentre io riuscivo a vivere serena, lo stesso non valeva per tutti. Ancora oggi, in certi ambienti e in certe culture, tantissime persone non riescono a vivere liberamente la propria omosessualità. Sono in tanti a incontrare difficoltà e, quindi, il mio è anche un messaggio di speranza per loro. Se io e Raphaelle, che abbiamo iniziato questo percorso trent’anni fa, completamente isolate, ce l’abbiamo fatta, anche loro potranno riuscire a essere felici».

    Giuseppina La Delfa

    Nel corso dell’incontro, la scrittrice si è soffermata molto sull’importanza della trasparenza e dell’accoglienza per combattere l’omofobia. In particolare, ha sottolineato quanto internet abbia rappresentato una svolta per moltissime persone, che finalmente hanno avuto modo di confrontarsi e di scoprire di non essere sole. In passato, infatti, nei confronti di questa realtà l’indifferenza regnava sovrana:

    «La sensazione era di esserci e non esserci. Noi effettivamente eravamo una coppia, ma non se ne parlava mai, non c’era nessun tipo di riconoscimento di questo amore. L’omosessualità era percepita come qualcosa di imbarazzante, nessuno aveva le parole per parlarne. Anche in ambito familiare c’era il rifiuto, la negazione della relazione. L’indifferenza era pesante, era come vivere in questo mondo senza esserci davvero. Col tempo, per fortuna, molte cose sono cambiate».

    Un cambiamento che inizia a percepirsi anche nelle realtà più piccole, come nel caso di Avellino. Qui, infatti, undici mesi fa è nata l’associazione Apple Pie: l’amore merita LGBT, come raccontato dal vicepresidente De Padova, nell’intervento che ha concluso l’incontro:

    «Per un paio d’anni ho fatto attivismo nell’Arcigay a Salerno. Prima vivevo a Salerno e avevo lì una relazione. Quando è finita questa storia, sono tornato nella mia città d’origine e in quel momento mi sono trovato a dover ricostruire da solo la mia vita. Ho avuto il desiderio di fare qualcosa per la mia città, così col tempo è nato il gruppo Apple Pie, poi diventato associazione anche grazie all’aiuto di Giuseppina La Delfa, socia fondatrice. A dicembre abbiamo iniziato a pensare all’organizzazione della Giornata mondiale contro l’omo-bi-transfobia, primo evento ad Avellino. Si tratta di una marcia per tutti e speriamo con tutti. Nell’ottica dell’inclusione e della condivisione, contro qualsiasi tipo di discriminazione».

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