martedì - 24 Maggio 2022
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    Gli “invisibili” sono tra di noi!

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    Gli invisibili sono tra di noi, ma chi sono? Loro hanno un “nome” dalla nascita che ormai nessuno usa più per chiamarli… Si fa prima ad inglobarli in un unico termine comune…. Spesso li chiamiamo “barboni”, “senza tetto”, “senza fissa dimora”

    Gli invisibili- Come Luciano Romagnuolo di anni 55, ritrovato senza vita oggi dopo lunghi giorni di totale assenza, in un casolare abbandonato quasi nel centro città, Luciano oggi non c’è più tra di noi, ma forse non c’è mai stato veramente, vagava e viveva per la città da solo, e da solo è andato via senza far rumore

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    Nella notte sono illuminati dai lampioni, dai fari di qualche auto e di giorno ricompaiono illuminati dalla luce del sole. Gli invisibili, sono circa cinquanta mila, vivono nelle città dove il cielo è il loro tetto, la strada è il loro pavimento.

    avellino
    Luciano Romagnuolo

    Camminano in mezzo a noi, intorno a noi,  e noi….Frettolosamente gli rivolgiamo anche lo sguardo, ma poi preferiamo tirare dritto e far finta di nulla come se non ci fossero. Sono delle ombre per la società che tutti cercano di evitare, quasi a non voler calpestare.

    Ma non stiamo parlando di oggetti, bensì di persone, persone come noi, nostri simili, che provano gli stessi sentimenti e desideri e forse neanche immaginavano questa vita. Spesso emarginati da tutti, dalla società, dalle istituzioni, nessuno che si soffermi più di tanto ad incrociare i loro occhi…

    Eppure, come possono due occhi che ti guardano dritto negli occhi arrecarti un  problema? Sono solo due occhi…

    Forse perché dentro ci vedresti un po’ tutta la sofferenza, la guerra interiore che sta provando… E quasi potrebbe infastidirti, intristirti, e rovinarti magari una bella giornata… Questo incidente di percorso proprio non era previsto, non puoi soffermarti o non vuoi, così tiri dritto, svolti l’angolo ed il pensiero su altro ti riallontana da quell’uomo e procedi come se nulla fosse nel tuo giorno.

    Ma quelle stesse persone una volta erano come te, avevano magari anche loro una buona giornata, qualcuno dove ritornare a fine giornata, un lavoro, erano muratori, operai, e poi… chiunque può cadere in quelle situazione, perché nessuno immagina di poter perdere tutto.

    Prima una vita normale l’avevano anche loro, con dei sogni, una famiglia ed un lavoro. Però un giorno qualunque può accadere qualcosa che ti cambia la vita…. Il vostro fidanzato/a vi lascia, perdi la tua famiglia d’origine, un lavoro, e così piano piano ti perdi anche un po’ tu…. e ti ritrovi avvolto in una coperta in una nuova casa chiamata strada.
    Adesso l’unica riflessione da fare è questa: “Non come un senza tetto sia finito così, o il perché sia arrivato in strada… Ma perché una società cosiddetta “evoluta, del progresso, all’avanguardia…” sia poi la stessa che si volta dall’altro lato..!

     

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