Grottaminarda, la lectio magistralis di Ortensio Zecchino



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Oggi pomeriggio a Grottaminarda ultima Conferenza sulle famiglie politiche,alla presenza del Presidente Biogem Ortensio Zecchino

Ultimo appuntamento oggi a Grottaminarda del Ciclo di Conferenze organizzato dall’Associazione Culturale Civitas di Enzo Abbondandolo sui fondamenti dottrinari e culturali delle grandi famiglie politiche europee. Tema di oggi il Popolarismo, con ospite il Presidente di Biogem ex senatore, Ortensio Zecchino, che abbiamo intercettato ai nostri microfoni prima dell’inizio della conferenza:

Il Comunismo è morto, il Liberalismo è malato. Potrei rispondere resta il Popolarismo come ricetta per il nostro tempo e non è una battuta. Al di là della non grande attuazione del Popolarismo, resta freschissima come dottrina, più che come ideologia. Anche perchè tutti i grandi principi del Popolarismo sono i temi di oggi.

Bisogna ritornare al Popolarismo sturziano e ai suoi punti fermi, ossia il ritorno alla politica ispirata a valori, e poi il tema dello Stato, che non deve essere nè oppressivo, nè assente. Al momento non vedo nessun partito o leader politico che possa incarnare lo spirito del Popolarismo, ecco perchè siamo orfani“.

E poi l’inizio della conferenza vera e propria, alla presenza oltre che di Zecchino e del Presidente Abbondandolo ovviamente, anche del Vicepresidente dell’Associazione Culturale Alberigo Martino e del Sindaco di Grottaminarda, Angelo Cobino.

L’APPASSIONATA TESTIMONIANZA DI ZECCHINO, DALLE ORIGINI DEL POPOLARISMO AL SUO SMANTELLAMENTO

Qui Ortensio Zecchino si è soffermato in una lunga descrizione di quello che è stato il Popolarismo e delle vicissitudine storiche che ha coinvolto e che lo hanno coinvolto. Una lezione magistrale, come definita anche dal Vicepresidente Martino.

Don Luigi Sturzo, sacerdote e fondatore del Partito Popolare Italiano, cominciava a muoversi politicamente nei primi anni del 900, anni caratterizzati dalla contrapposizione Stato-Chiesa, dalla non opportunità per i cattolici di partecipare alla vita politica. Modi nuovi rispetto a Giolitti, lo statista del tempo, temi di grande rottura che crearono problemi a destra e a sinistra. E alla Chiesa, che lo convocò d’urgenza, per poi arrendersi e dirgli esplicitamente ‘Fai ciò che vuoi’.”

Le idee fondanti di Sturzo vengono poi menzionate da Zecchino in modo dettagliato:

La solidarietà internazionale, le nazioni come arbitro delle controversie internazionali. Un partito che non pretende di essere nazionalista, ma si apre. Stato garante dei diritti, esiste l’individuo prima ancora dello Stato. Ripristino della centralità del Parlamento, come volontà popolare ma tenendo ben considerato il fatto che il popolo non può sovrastare completamente l’individuo. Parte così l’avventura, nel 1919, del Partito Popolare Italiano“.

Non manca un passaggio sul rapporto fra Sturzo e il Fascismo:

Sturzo l’unico che aveva mostrato contrarietà verso Benito Mussolini. Nessuno più antifascista di Sturzo“.

Il Partito Popolare si spacca sul sistema elettorale, nel 1926, dopo 7 anni, e da lì inizia il lungo peregrinare internazionale del sacerdote, che viene costretto a dimettersi da segretario del Partito dal Vaticano.

 

SECONDO CICLO DI CONFERENZE IN ARRIVO A GROTTAMINARDA. PROTAGONISTI IL SOVRANISMO, IL POPULISMO, IL COMUNISMO E L’AMBIENTALISMO

Un racconto intenso, un racconto appassionato quello di Zecchino, anche Professore e Storico, specialista del Diritto Medievale.

Platea numerosa che applaude convinta e che interagisce, anche dopo, quando Zecchino viene sollecitato dai presenti ad illustrare le differenze fra le opinioni di Sturzo rguardo l’Europa e l’autonomia regionale, in paragone alle teorie di oggi su questi due discussi argomenti:

Oggi c’è la chiusura dei sovranisti, chiusure nazionaliste pericolose, conseguenza di miopie. L’Europa di oggi non è quella che immaginava Sturzo, un’Europa federale che noi non siamo riusciti a realizzare. Così come l’autonomia regionale, che nulla a che vedere con l’idea originaria di Don Luigi.

Ultima chiosa sempre sull’Europa e sull’errore, secondo l’ex senatore, di allargarla a 28(probabilmente fra poco 27)Stati.

Si conclude così la Conferenza e così si conclude anche il Ciclo di Conferenze che l’Associazione Civitas ha portato avanti in questi ultimi mese, affrontando varie tematiche, partendo dal Socialismo, passando per Liberalismo e Conservatorismo, e concludendo con il Popolarismo. Conferenze che hanno portato una ventata di cultura, storica e politica, nella Comunità di Grottaminarda, non mancando di creare arricchimento in chi ha deciso di prendervi parte. Non finirà qui, come anticipato anche dal Presidente Abbonandolo nell’intervista che ci ha rilasciato ieri. Le Conferenze continueranno sicuramente con un secondo ciclo, in cui non mancheranno altre analisi di dottrine ed ideologie alquanto rilevanti, come il Populismo, l’Ambientalismo, il Comunismo e il Sovranismo.

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