Iannuzzi: «Taccone non era stato contestato perché volevo un dialogo, la colpa è mia»



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Franco Iannuzzi, del Direttivo Curva Sud, si è assunto tutte le responsabilità dei tifosi accusati di essere stati troppo morbidi con la società

Franco Iannuzzi, uno dei maggiori esponenti della Curva Sud, ai microfoni di Prima Tivvù è tornato sull’argomento della mancata iscrizione al campionato.

Il 31 luglio, si terrà l’udienza dell’Avellino dinanzi al Collegio di Garanzia del Coni: «Sicuramente ci attiveremo, non ci manca questo spirito, l’abbiamo fatto per tanti anni e anche stavolta tenteremo di portare molta gente a Roma, sempre nel massimo rispetto di tutti, cercheremo di fare una protesta civile coinvolgendo giovani e famiglie; organizzeremo dei pullman, anche la provincia si sta già mobilitando. Questa è una trasferta importantissima, ci giochiamo la nostra vita, a tutti i costi la dobbiamo vincere, quindi venderemo cara la pelle nella Capitale».

Sul futuro del club: «La Curva Sud chiede l’iscrizione della squadra in Serie B, che è la cosa più importante, poi dopo si vedrà. Intanto, la contestazione a Taccone è giusta, c’è molta rabbia, ho visto tifosi piangere e questo mi ha davvero colpito, ho cercato di incoraggiarli; dopo aver subìto un fallimento nove anni fa, non vogliamo che si ripeta. Per l’amore che tutti noi abbiamo per questa maglia e per questi colori, dobbiamo fare in modo che l’Avellino non sparisca di nuovo, perché sarebbe veramente un dramma. È un momento di difficoltà, però sono convinto che insieme lo supereremo, dobbiamo stare sempre tutti uniti».Iannuzzi

Gli ultras sono stati accusati di aver avuto un atteggiamento troppo morbido nei confronti della dirigenza: «La colpa non è dei ragazzi della Curva, è più mia perché ho cercato sempre di avere un dialogo e di parlare con il presidente Taccone per non commettere gli stessi errori del passato; loro non erano molto d’accordo, avevano preso un’altra posizione, quindi il vero responsabile sono stato io, gli altri volevano contestare già dall’inizio ma ho cercato sempre di mantenere calmi gli animi, purtroppo ci è andata male.

Il calcio ad Avellino, comunque, si deve fare seriamente perché questa è una tifoseria importante, se ci fossero imprenditori che parlassero chiaro alla gente e che fossero trasparenti mi farebbe piacere, sono convinto che non verrebbero delusi da questo meraviglioso pubblico.

Ripeto, cerchiamo di conquistare di nuovo la cadetteria, perché è molto importante sia per la città che per la provincia; i tifosi, stringendosi intorno a questa situazione drammatica, stanno dimostrando tutto il loro valore» ha concluso Franco Iannuzzi.

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