giovedì - 25 Febbraio 2021

Vaccino, oggi somministrate 1.137 dosi in Irpinia

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    “Il Biodigestore di Chianche non può essere un esempio di buona politica”

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    Riceviamo e pubblichiamo la nota del Cna di Avellino sulla vicenda delle ultime decisioni che riguardano il Biodigestore di Chianche 

    La vicenda del “biodigestore di Chianche” non può essere considerata un esempio di buona politica e probabilmente costituirà, soprattutto per le diverse comunità coinvolte, un nuovo momento di crisi tra cittadinanza e istituzioni.

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    Perché forte è il dubbio che la decisione di posizionare il biodigestore a Chianche fosse già stata presa in altre sedi, piuttosto che dal Consiglio d’Ambito dell’Ato rifiuti; la composizione del voto espresso dagli schieramenti interni a quel consesso costituisce un indizio più che attendibile: un’area politica che non partecipa al vota, un’altra che si astiene e un’altra che vota compatta a favore della scelta di Chianche.Chianche

    Non un voto contrario espresso rispetto ad un sito che chiunque sarebbe in grado di valutare come fortemente a rischio per quando l’impianto dovrà funzionare: una viabilità inadatta e difficilmente migliorabile per oggettivi problemi di spazi e un’area vocata alla coltura vitivinicola che rappresenta forse l’unico potenziale volano di sviluppo costituiscono lo sfondo su cui dovrebbe operare un impianto così delicato e importante per la nostra provincia. Perché è vero che il problema dei rifiuti coinvolge tutti ma, ammesso che non ci fossero altre soluzioni gestionali, quello che in aree pronte e organizzate potrebbe rafforzare un sistema di filiera, in un’area come quella che parte da Chianche rappresenta essenzialmente uno schiaffo a quella realtà e a quella popolazione.

    Come CNA, sosteniamo da tempo che l’economia è una cosa seria che necessita di scelte che favoriscano imprese e occupazione in accordo agli interessi pubblici e collettivi. Anche la politica, però, dovrebbe essere una cosa seria che non può essere vista come un’attività slegata dagli interessi delle comunità che dovrebbe tutelare.

    Tutt’altro: quando la politica si riduce alla difesa di interessi di consorteria e non si fa scrupolo di umiliare aree la cui unica colpa è quella di essere poco popolate e di costituire quindi bacini elettorali poco ambiti, ogni cittadino e ogni soggetto portatore di interessi collettivi ha il dovere di scegliere la strada della protesta, pacifica ma libera.

    CONTINUA SU AVELLINO ZON

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