Il Goleto e l’Abadessa Marina II: a Bonito la presentazione del libro di Spagnuolo



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Domenica 14 maggio al convento di Sant’Antonio di Bonito sarà presentato il libro “L’Abadessa del Goleto Marina II e la sua famiglia” del prof. Edoardo Spagnuolo

Al convento di Sant’Antonio da Padova di Bonito va in scena la grande storia irpina: domenica 14 maggio infatti si terrà la presentazione del libro di Edoardo SpagnuoloL’Abadessa del Goleto Marina II e la sua famiglia” stampato nel 2016 per i tipi della casa editrice Delta 3 di Grottaminarda.

Si tratta di un testo che fa proprie la caratteristiche che contraddistinguono tutti i libri del prof. Spagnuolo: rigore scientifico, attenta selezione delle fonti e trattazione di tematiche poco note ai non addetti ai lavori, ma non per questo secondarie, che contribuiscono ad approfondire la conoscenza storica dei paesi dell’Irpinia.

L’Abbazia del Goleto sorge nell’agro di Sant’Angelo dei Lombardi ed è uboniton vasto complesso architettonico, una sorta di cittadella monastica fondata nel 1133 da San Guglielmo da Vercelli, lo stesso San Guglielmo che alcuni anni prima aveva già fondato il monastero di Montevergine tra le cime del Partenio.

Il Goleto sin dalle origini ha ospitato una comunità mista di monaci e monache: queste ultime vivevano in clausura mentre i monaci provvedevano al servizio liturgico e alla gestione amministrativa dell’intera struttura e di tutti i suoi possedimenti. In breve tempo l’Abbazia divenne ricca e potente esercitando la sua autorità spirituale insieme a forti influenze economiche e politiche non solo sull’Irpinia ma anche su vasti territori della Puglia e della Basilicata.

Tutto questo potere fu raggiunto grazie a celebri ed illuminate Abadesse, proprio come la nostra Marina II, che seppero assicurare al complesso monastico una vitalità e un dinamismo artistico e culturale i cui segni sono ben visibili ancora ai giorni nostri.

Marina II, Badessa del Goleto dal 1230 al 1250, avviò i lavori che qualche anno dopo la sua morte avrebbero portato all’edificazione della Cappella di San Luca, vero e propio gioiello goletano, voluta per ospitare un’insigne reliquia del Santo Evangelista. Alla chiesa si accede percorrendo una scalinata il cui corrimano ha la forma di un serpente, simbolo della conoscenza, rappresentato con un uovo in bocca, simbolo di vita e di rinascita.

Di queste e di tante altre vicende e curiosità storiche più o meno note di parlerà domenica a prossima a Bonito, a partire dalle ore 18.00, insieme all’autore e all’editore del libro: essi prenderanno la parola dopo i saluti del Sindaco dott. Giuseppe De  Pasquale che come sempre si dimostra attento e sensibile nei confronti di eventi e manifestazioni permeati da una forte anima culturale.

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