Il Museo Abbaziale di Montevergine: un’esposizione artistica a 1270 m di altezza ricca di fascino e di storia



0
montevergine

Alla scoperta del Museo Abbaziale di Montevergine: le quattro sezioni in cui è suddivisa un’esposizione artistica presso uno dei santuari mariani più visitati in Campania

Montevergine, meta da secoli di pellegrinaggi verso uno dei santuari mariani più importanti d’Italia, custodisce un Museo straordinario, collocato all’interno del Santuario stesso e dove dal 2000 è stata organizzata un’esposizione su circa 1000 mq di una parte del patrimonio artistico-culturale in possesso della Comunità Benedettina e che è costituito per lo più da donazioni ex-voto da parte di famiglie reali, principesche, sovrani.

L’esposizione, suddivisa in quattro aree tematiche, si articola attraverso una serie di ambienti disposti su due piani, la struttura museale è inoltre dotata di un book-shop e di un ascensore per disabili. La porta di accesso è ubicata all’interno del chiostro dei Corvi ed il percorso, oltre che per le opere esposte, è reso ancora più affascinante dalla presenza di tre finestroni, nella sala dell’ex-refettorio monastico, da cui si gode di un seducente panorama sulla città di Avellino e su tutta la valle del Sabato.

MontevergineNella prima parte sono in esposizione dipinti, icone e reperti lignei. Tra i quadri si segnalano il “San Francesco in estasi”, attribuito a Guido Reni, ” Il perdono di Giuseppe”, della scuola di Paolo Veronese, ed una serie di quadri, con diversi soggetti, i cui autori sono tra i maggiori esponenti del “Barocco Napoletano”, quali Luca Giordano, Mattia Preti, Pacecco De Rosa ed Andrea Vaccaro; particolarmente interessante è la “Salomè”,copia da Caravaggio, attribuita a Battistello Caracciolo.

Ricca di fascino è, nel suo insieme, la collezione di icone orientali, ma anche di splendide tavole medievali, come la Madonna in maestà (sec. XIV) di scuola senese, l’ex-voto di Margherita di Savoia (sec.XV), ma soprattutto la Madonna del Latte (sec. XII), meglio nota come “Madonna di San Guglielmo”, prima icona venerata al Santuario. Completano la prima sezione due autentici capolavori di arte lignea: il monumentale Cristo deposto (cm 200X140) di XIII sec. e la spettacolare Cattedra di XII-XIII sec.

montevergineIl percorso dei Paramenti sacri prosegue, nella seconda parte, attraverso ambienti in cui sono esposti parametri sacri (mitrie, pianete, piviali, dalmatiche….)ed oggetti di genere liturgico. Di notevole interesse sono la croce astile(sec XV) ed i calici di manifattura siciliana e napoletana, oltre quelli appartenuti ai pontefici quali Leone XIII e S. Pio X, arricchito quest’ultimo calice da ametiste a taglio ovale e cabochon, opali, turchesi e brillanti.

A completare la sezione vi sono gli ostensori, reliquiari, incensieri e navicelle, ma soprattutto gli ornamenti ed i gioielli della Madonna di Montevergine; un autentico tesoro di altissimo valore, frutto di donazioni importanti nel corso dei secoli.

montevergineLa terza sezione è’ dedicata invece ai reperti marmorei, di epoca medievale e di età antica. La sezione medievale (secc. XII-XIV) caratterizzata da elementi che costituivano parte integrante della chiesa gotica fino alla trasformazione seicentesca voluta dall’abate Giordano.

Vi si trovano figure tombali dei Lagonissa, il sarcofago Lautrec e sculture varie della bottega di Tino da Camaino, il tutto ricollegabile alle vicende dei signori angioini, che si iscrissero alla confraternita di Santa Maria di Montevergine e chiesero di essere sepolti nella chiesa del santuario.

In una stanzetta a parte si trova la celebre pietra conosciuta come “impronta della Madonna”, legata alle tradizioni dei pellegrinaggi a Montevergine, che ci introduce poi, facendo il percorso a ritroso, al piano inferiore, dove si trova la quarta ed ultima area del Museo, inaugurata nel 2006, e dedicata all’arte e alle tradizioni popolari.

Buona parte degli oggetti in esposizione sono riconducibili alla fede popolare ed alla storia dei pellegrinaggi, ma vi sono anche foto ed oggetti su eventi di particolare rilievo del Santuario.

Ed è in questi ambienti che si ritrova il celeberrimo pozzo, all’ interno del quale sgorga la limpida acqua sorgiva, nel punto in cui decise di fermarsi, stremato dalle fatiche del viaggio, nel XII secolo, San Guglielmo; ed è qui che il Santo costruì la chiesa che avrebbe dedicato alla Madonna di Montevergine.

Leggi anche