In esclusiva, l’intervista a Luca Cantore D’Amore



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“L’Estetica del Decanter”: il primo romanzo di Luca Cantore D’Amore, edito da Il Papavero. In esclusiva, l’intervista per Avellino.zon

Sabato 22 giugno, in occasione della notte romantica in uno dei borghi più belli d’ Italia, Summonte, abbiamo intervistato il giovane critico d’arte Luca Cantore D’Amore (Salerno, 1991), autore de L’estetica del Decanter. Di seguito, l’intervista in esclusiva per Avellino.zon. https://avellino.zon.it/a-summonte-ospite-luca-cantore-damore/

1. Luca, quali sono i punti di contatto tra estetica di un borgo, estetica nell’arte ed estetica nell’amore?

Il punto di contatto é molto simile a quello che Batteux definiva poesia dell’arte, dato che fu il primo grande catalogatore delle arti; pensò bene che come minimo comune multiplo tra le varie discipline, ci fosse la poesia. In una scultura di Michelangelo c’è poesia, in un’opera di Svevo c’è poesia, in un quadro di Van Gogh c’è poesia, in una poesia c’è poesia. Il borgo, così come l’arte, così come l’amore, hanno come fil rouge l’estetica, perché sono una cosa bella e come tale vanno trattati.

2. Summonte: il borgo, il complesso castellare, la torre, le tradizioni. Qual è per lei il vero punto di forza?

Il vero punto di forza di Summonte è la sua difficile raggiungibilità, è il piacere del viaggio, la fatica del tragitto che è parte del piacere stesso. La facile raggiungibilità di qualcosa ce ne fa svilire ai nostri occhi il suo valore. Il fatto che Summonte sia difficilmente raggiungibile, così arroccato (submontis, sopra al monte), fa capire come il piacere della fatica sia essa stessa il piacere.

3. Sabato ha affermato che estetica deriva dal latino eligo, cioè scegliere, ed è più un eliminare che aggiungere inutili orpelli. Esiste un’estetica della comunicazione? E se esiste, anche nella comunicazione vale la regola del togliere?

Certo che esiste un’estetica della comunicazione, essenziale ed efficace, ed al giorno d’oggi con la parola “comunicazione”  intendiamo pubblicità. Ma lo facciamo in modo più raffinato, meno invasivo. Alcune delle più grandi aziende al mondo, come la Apple e l’Ikea, hanno come canone di vendibilità una comunicazione essenziale, facile e lineare, senza troppi fronzoli. Si veda, ad esempio, la pubblicità dell’Ikea (immagine promozionale, prezzo), che sottolinea chiaramente come l’essenza dell’azienda ed il suo prodotto si pubblicizzino da soli. La medesima cosa fa la Apple, valorizzando l’oggetto e puntando allo scopo, che è quello di vendere.

4.La stesura del suo romanzo, edito da Il Papavero, che sembrerebbe autobiografico ma in realtà è di respiro universale, è stata soggetta ad opera di lima e scalpello?

No, no perché sono sempre stato convinto che c’è una grossa differenza tra modestia ed umiltà, ed io sono una persona umile ma non una persona modesta. E dunque il contrario della modestia forse è l’esuberanza, per cui il mio romanzo è un romanzo esuberante, pieno di barocchismi, talvolta forse anche inutili ma necessari per indagare tutto quello che non si indaga più oggi nella contemporaneità. Sono le rughe della vita, le piaghe; quei piccoli angoli che vanno analizzati e che possono essere analizzati soltanto mediante l’utilizzo della parola esatta e l’aggettivo giusto. Non sono convinto di averlo fatto perfettamente ma per lo meno ci ho provato.

5.“L’estetica del decanter” nasce per un’esigenza personale ed introspettiva o per il desiderio di portare alla gente una visione diversa della vita e delle sue tante sfaccettature?

Luca cantore d'amore

La risposta finale a questa domanda si trova nel monologo finale del film “8 1/2” di Federico Fellini (di seguito riportato parte dello stralcio meraviglioso citato da Luca, che consiglio vivamente di leggere integralmente) :

Lei ha fatto benissimo, mi creda. Abbiamo il dovere di rimanere lucidi fino alla fine. Ci sono già troppe cose superflue al mondo, non è il caso di aggiungere altro disordine al disordine. I miei rallegramenti, non c’era altro da fare. Non abbia né nostalgia né rimorsi, distruggere è meglio che creare quando non si creano le poche cose necessarie. (…)E a lei che cosa importa cucire insieme i brandelli della sua vita, i suoi vaghi ricordi, o i volti delle persone che non ha saputo amare mai?”

Tutte le opere d’arte valide sono quelle necessarie; ogni opera nasce da un’esigenza personale autobiografica, tutte le opere dell’uomo sono mosse dal dolore, dal desiderio di scaricare la propria sofferenza, il proprio dolore ed il proprio tormento. Nascono, quindi, dall’ introspezione.

6. Rispetto alle donne, ha sottolineato che c’è troppa scelta. Esattamente cosa intendeva?

Intendevo dire che le donne non si conoscono più dal vivo ma la stragrande maggioranza degli incontri avviene sui social network. È, quindi, cresciuta la modalità attraverso cui si entra in contatto con il sesso opposto. Questo è diventato, per dirlo alla Carmelo Bene, un qualcosa di anti poetico, però è sicuramente più efficace. C’è molta più scelta perché basta uno smartphone per conoscere qualcuno o qualcuna e quella conoscenza si catapulterà nella vita reale pochi giorni dopo dall’aver preso un appuntamento, quindi nel reale partendo dal virtuale.

7. A 28 anni avere la sua formazione e la sua dialettica é molto raro. Che consiglio darebbe ai suoi coetanei, che pur avendo dei sogni nel cassetto non riescono ad emergere?

Perseveranza. Nel film The Founder, la perseveranza, agevolata da un giusto talento che va’ coltivato (il talento senza impegno è nulla) é il segreto, il sale di tutto; è la sola cosa fondamentale per raggiungere, forse, i propri obiettivi.

8. Critico D’Arte, architetto, designer, scrittore:, se lei si dovesse autodefinire, quali parole userebbe?

Una bella domanda, intellettuale sarebbe troppo pretenzioso, questo è certo. Io non sono un intellettuale perché sarebbe un mestiere transitorio. Ognuno di noi può essere intellettuale come ognuno di noi può essere poeta. Non lo so, questa è una bella domanda su cui rifletterò. Pensatore, ma tutti siamo pensatori. Per il momento mi limito a dire che, nella mia piccolezza o nella mia grandezza, sono semplicemente Luca Cantore D’amore.

 

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