giovedì - 13 Agosto 2020

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    Inchiesta Welfare, Iannace sospeso da consigliere

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    Sospeso il consigliere regionale irpino Carlo Iannace, a seguito della sentenza di 1° grado che lo condanna a 6 anni di reclusione nell’ambito dell’inchiesta Welfare. Al suo posto, Francesco Todisco

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    Carlo Iannace, il medico irpino dell’Ospedale Moscati, è stato sospeso dalla carica di consigliere alla Regione Campania (eletto nella lista “De Luca Presidente”), come previsto dalla Legge Severino. Lo scorso 31 marzo il direttore della Breast Unit era stato condannato, insieme all’ex primario del reparto di Chirurgia Generale del Moscati Francesco Caracciolo, a sei anni di reclusione con l’accusa di aver falsificato delle cartelle cliniche: operazioni di chirurgia estetica spacciate, secondo gli inquirenti, come interventi ordinari allo scopo di ottenere i relativi premi di produzione per gli interventi in regime di intramoenia; a ciò si aggiunge l’accusa di peculato, per aver utilizzato le sale operatorie del reparto di Chirurgia per operazioni da day hospital.

    Inchiesta Welfare
    Inchiesta Welfare

    I pm Patscot e Venezia avevano chiesto, sia per Iannace che per Caracciolo, una condanna ad otto anni di reclusione: alla fine, la sentenza di 1° grado ha disposto una condanna a sei anni di reclusione (con pena ridotta a tre anni, per effetto dell’indulto) e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Il Presidente del Tribunale di Avellino aveva disposto nei confronti del senologo Iannace anche la trasmissione degli atti alla prefettura di Napoli, per la sospensione secondo la Legge Severino. E il dispositivo, infatti, non è tardato ad arrivare: la sospensione, firmata dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Claudio De Vincenti, allontana di fatto il medico irpino dal Consiglio Regionale della Campania per 18 mesi.

    La norma conosciuta come Legge Severino (dal nome del Ministro della Giustizia del Governo Monti Paola Severino) prevede l’incandidabilità e il divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo, a seguito di sentenze definitive di condanna per delitti non colposi: nella fattispecie, il Decreto Legislativo 235/2012 prevede anche l’incandidabilità alle cariche elettive regionali e la sospensione e la decadenza di diritto per incandidabilità alle cariche regionali. Quirino Iorio, legale del dottor Iannace, già in precedenza (dopo la sentenza di 1° grado) aveva dichiarato che « i reati contestati al momento non mi sembrano tra quelli previsti dall’applicazione della Legge Severino. La Legge Severino prevede l’applicazione anticipata degli effetti di una condanna penale che, finchè non cambierà la Costituzione, non è una sentenza definitiva. Già ci sono state sentenze che hanno cambiato il corso del loro iter processuale andando in appello ».

    Le sentenze a cui fa riferimento l’avvocato di Iannace sono quelle relative ai “casi” De Magistris e De Luca: il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, e il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca erano stati infatti sospesi dalla carica per effetto della Legge Severino, ma poi assolti in appello, dopo aver presentato il ricorso d’urgenza presso il Tribunale di Napoli. Anche i legali del senologo di Avellino presenteranno regolare ricorso in appello contro la sospensione di Iannace dal Consiglio Regionale. Se nel secondo grado di giudizio il medico dovesse essere assolto, riprenderebbe il suo posto tra i banchi dell’aula. Nel caso in cui dopo 18 mesi non siano stati percorsi tutti e tre i gradi di giudizio, Iannace tornerebbe comunque nel Consiglio Regionale, in attesa della fine del processo.

    Per il momento, al suo posto dovrebbe entrare Francesco Todisco, il primo degli esclusi nella lista “De Luca Presidente”.

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