venerdì - 4 Dicembre 2020

Coronavirus, altri 141 nuovi casi in Provincia. Ecco dove

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    Bagnoli Irpino, un cielo terso, temperature miti, profumo di festa: le Invasioni Irpine arrivano alle porte dei Picentini, dopo poco più di un anno, per festeggiare il “compleanno” del progetto!

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    Un viaggio, una storia, un racconto d’Irpinia lungo un anno. Sono le Invasioni Irpine a festeggiare questo compleanno sui generis a Bagnoli Irpino.

    La scoperta del paese, terra di tartufo e castagne, ha preso il via dalla villa comunale. Un bel gruppo d’invasori, carichi d’entusiasmo, intorno alle 15:30 ha iniziato a prendere posto nell’anfiteatro, in attesa di riunire il gruppo e partire, con la guida dell’instancabile Federico, alla scoperta delle bellezze e dei segreti di Bagnoli Irpino.

    Invasioni Irpine Bagnoli Irpino
    Panoramica su Bagnoli Irpino / Fotografia di Fabrizio De Marco ©

    Dopo una rapida illustrazione della storia della famiglia Cavaniglia e della nascita del castello longobardo, impossibile da visitare perché in opera i lavori di riqualificazione della struttura e dell’area antistante, il gruppo si è diretto in piazza. Una sorpresa: la piccola e bella chiesa che affaccia sul centro del paese è stata aperta per mettere in mostra antichissime opere lignee restaurate: dipinti, statue, busti di santi, dalla pregevole fattura, dal sapore nostalgico di una Bagnoli Irpino ancora dedita alla lavorazione del legno, con la sua Scuola di Arti e Mestieri.

    Frattanto, prima di puntare verso la successiva tappa, ad unirsi alla schiera d’invasori, giungono da Caivano tre curiosi ragazzi (non erano mai stati in Irpinia prima!) e la carovana raggiunge, dopo una pausa tra gli stand nel centro storico, la Giudecca, l’antico e caratteristico quartiere ebraico di Bagnoli. Scoprendone la storia, raccontata puntualmente da Federico, la tappa successiva è stata la casa del poeta D’Asti (o meglio, quel che ne resta). Di li, rapida passeggiata su di un belvedere particolare: si può ammirare, infatti, sia l’abside della Collegiata, sia il Santissimo Salvatore, sia parte delle mura antiche del borgo, sia i monti verdi che circondano il paese.

    Incontro-sopresa, durante il tragitto, con un anziano calzolaio: l’uomo, innamorato del proprio lavoro, ha mostrato un po’ a tutti come si producevano, anticamente, le scarpe, come si riparavano, raccontando – cosa curiosa per chi non ha mai ascoltato racconti degli anziani e della vita nei piccoli comuni della provincia – delle piccole aggiunte di piastrine metalliche alla suola, affinché non si consumasse troppo presto. È stato poi il turno della Collegiata, una chiesa maestosa e ricca di bellezze: statue, dipinti, affreschi, opere d’arte in legno… unica nota dolente, purtroppo, è stata l’impossibilità di ammirare il meraviglioso Coro Ligneo, eletto Monumento Nazionale, che si cela dietro l’altare, per via dei lavori di manutenzione e restauro.

    Inebriati, frattanto, dall’aria frizzantina della sera, e dai profumi della caldarroste, si è fatta l’ora di “invadere” la Pinacoteca Comunale, da poco aperta. Quadri di artisti locali, il Lenzi, e calabresi, il Martelli , hanno sorpreso un po’ tutti, dopo essere stati accolti dall’assessore alla cultura, Grazia Maria Lepore. Immancabili le soste alla fontana del Gavitone, col in suo albero incastonato nel campanile e la sosta presso l’Edicola della Vergine Ruga della Tenta. Ultima tappa, prima della pausa cena, è stato il convento di San Domenico, chiesa dal fascino incredibile, dove frattanto si sono potuti ammirare anche lavori d’arte contemporanea in esposizione.

    Invasioni Irpine Bagnoli Irpino
    La torta di “Compleanno” delle Invasioni Irpine / Fotografia Antonio Michele Renzulli ©

    Ma a Bagnoli Irpino, le Invasioni Irpine hanno anche festeggiato il compleanno: una torta golosa, con candelina, attendeva tutti i compagni di viaggio lungo le strade d’Irpinia. A fare omaggio del dolce è stata l’Associazione Culturale Palazzo Tenta 39, con il presidente Giulio Tammaro a porgere il proprio saluto al gruppo. Dopo il dolce, il brindisi con lo spumante, una tavolata lunghissima ha visto protagonista un altro elemento tipico d’Irpinia: il buon cibo! Cavatelli con tartufo, maccaronara con funghi e salsiccia, solo per citare due piatti, hanno rinvigorito gli invasori dopo la lunga passeggiata.

    Un anno di Invasioni Irpine

    Un anno di Invasioni, un anno d’Irpinia.

    Un anno di Invasioni Irpine, iniziate ufficialmente a San Francesco a Folloni. Allora, armati di cellulare, macchina fotografica e poco d’altro, erano pochi i primi invasori. Nel peregrinare tra i comuni e i monti d’Irpinia le schiere si sono ampliate, e un po’ da ogni angolo della provincia (da Bisaccia, Calitri, Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Avellino, Montemarano, Forino, Bagnoli Irpino, Atripalda, Calabritto ecc.) hanno iniziato ad aggregarsi simpatici e allegri giovani felici di scoprire la provincia a cui appartengono.

    Nel tempo si sono uniti, però, alle uscite in Irpinia anche tanti curiosi dalle provincie limitrofe: da Salerno, da Benevento, da Napoli, a Montefalcione il gemellaggio con il Canon Club Campania, sul Magnone un’invasore dalla Spagna e a Pietradefusi, inaspettatamente, anche due signori canadesi! E per gli amanti dei numeri digitali, di cui ormai si fanno tutti vanto, la pagina facebook, in meno di un anno, ha ricevuto 1111 adesioni spontanee! Da poco, poi, è nato anche il sito web delle Invasioni Irpine, semplice e sintetico, così da poter rappresentare un fruibile menù delle bellezze d’Irpinia per tutti i curiosi!

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