Irpinia: con la chiusura dello Sponz Fest si va verso il lungo inverno



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sponz fest
Foto di Carlo Fierro

Si è chiusa la settima edizione dello Sponz Fest e come ogni anno questo segna anche la chiusura della stagione estiva per l’Irpinia, con la speranza che non cada in letargo

Non bisogna essere degli estimatori dello Sponz Fest di Capossela per poter dire che è ormai da anni l’evento degli eventi” dell’estate irpina. Del resto è stato annoverato tra i migliori festival italiani dalla rivista Rolling Stone e, per quanto qualcuno si sia lamentato della qualità degli artisti di quest’anno, non si può negare che sia stato nuovamente in grado di offrire un programma di tutto rispetto.

Le letture da parte dello stesso Capossela de Le metamorfosi di Ovidio all’interno dell’Oasi Valle della Caccia di Senerchia, l’incontro con Mimmo Lucano, sindaco dell’accoglienza, e la strepitosa orazione civile di Michela Murgia sono stati momenti altissimi, soprattutto se paragonati a quello che si trova nei cartelloni estivi irpini, fatta salva solo qualche eccezione.

Del resto, è inutile negare che i comuni si trovano ogni anno a dover affrontare una programmazione estiva partendo da budget assolutamente irrisori e se non fosse per i tanto discussi fondi regionali (quest’anno, per giunta, tagliati in maniera consistente) diventerebbe proibitivo organizzare anche un singolo evento. Manca, è innegabile, una collaborazione tra comuni e soprattutto un progetto a lungo termine ed ogni amministrazione locale cerca di “intrattenere” con quello che ha, aiutata in maniera molto forte dalle associazioni che operano sul territorio.

Quello che servirebbe, invece, e che si spera Vinicio Capossela lasci in eredità, laddove questa fosse stata realmente l’ultima edizione dello Sponz (ipotesi da scongiurare), è quella “visione” del fare cultura e turismo in Irpinia sganciata dalle mere identità locali, dal gusto nazional-popolare e dal provolone impiccato ed ancorata ad un'”idea”, ad un messaggio, ad un valore. Le isolate virtuose realtà, come quella della rassegna teatrale di Sant’Andrea di Conza o del festival Corto e a Capo, per non parlare dei grandi eventi di Ariano Irpino come il Folk Festival  dovrebbero diventare, inoltre, parte di un’unica grande programmazione culturale irpina, in grado di attirare turisti da tutta Italia, ma anche di accontentare un pubblico locale stanco di cercare il bello altrove!

sponz fest

Questa è stata, indubbiamente, anche l’estate di alcuni grandi eventi, grandi in ordine di numero di gente accalcata per strada. Forse ci vuole anche quello, perché è estate, si sa, la gente vuole essere spensierata e vuole fare tante dirette Facebook (che poche visualizzazioni avrebbero se si trattasse di condividere un concerto all’alba o una lettura di Ovadia). Ma meritiamo eventi in sintonia con la bellezza della nostra terra e con la tenacia di chi è rimasto!

Quello che può rassicurare sull’imminente letargo irpino è che, al di là delle immancabili sagre, ci sarà la possibilità di fare delle belle scoperte musicali, grazie ad alcune menti illuminate come quelle che gestiscono ed animano il Ludovico Van di Montemiletto o il Godot di Avellino. ed allora, si salvi chi può!

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