sabato - 31 Ottobre 2020

Bagnoli Irpino, un nuovo caso di positività al Coronavirus

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    Il 28 dicembre di 123 anni fa nasceva il cinema. Ecco i film girati in Irpinia

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    «Il ritorno delle carrozze da Montevergine», «La grande luce», «Il maestro di Don Giovanni» e «La donnaccia» sono tra le pellicole realizzate in Irpinia

    Il 28 dicembre 1895, esattamente 123 anni fa, al «Salon indien du Grand Café» sul boulevard des Capucines di Parigi, i fratelli Auguste e Louise Lumière organizzarono la prima proiezione cinematografica pubblica.

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    33 spettatori assistettero, così, a 10 film (tra cui «L’uscita dalle officine Lumière», «La pesca dei pesci rossi», «I maniscalchi», «L’innaffiatore innaffiato» e «La colazione del bimbo»), ma soprattutto alla nascita della settima arte.

    Oltre ad ospitare il «Laceno d’oro» (Festival del cinema neorealistico), anche i borghi e i paesaggi dell’Irpinia hanno fatto spesso da set cinematografico. Probabilmente, la prima opera girata nella nostra terra risale al 1903 e si intitola «Il ritorno delle carrozze da Montevergine», diretta da Roberto Troncone, pioniere dell’industria cinematografica napoletana.

    Nel 1939, in piena epoca fascista, il regista emiliano Carlo Campogalliani girò il suo sesto film sonoro: «La grande luce (Montevergine)» (leggi qui la recensione). Proprio nel santuario di Mamma Schiavona vennero ambientate le scene finali, con Amedeo Nazzari e Carlo Duse.

    Nel 1954, nel borgo di Capocastello vennero effettuate le riprese della commedia «Due soldi di felicità», diretta dallo sceneggiatore partenopeo Roberto Amoroso (questa rappresenta la sua unica esperienza dietro la macchina da presa), con Maria Pia Casilio, Armando Francioli e Tina Pica.

    Sempre quell’anno, i suggestivi borghi di Lauro (in particolare il Castello Lancellotti) e Marzano fecero da cornice a «Il maestro di Don Giovanni», il primo e unico film girato interamente in Italia dal divo americano Errol Flynn, un’avvincente storia di cappa e spada diretta da Milton Krims, con Gina Lollobrigida.Irpinia

    Nel 1963, a Cairano (attualmente il comune irpino con il minor numero di abitanti) venne girato il film di neorealismo meridionalista «La donnaccia», con protagonista la sensuale Dominique Boschero nei panni di una giovane e bella prostituta di ritorno al paese natìo. Al lungometraggio – che affrontava i temi dell’emigrazione, del mito americano e della superstizione – uscito due anni dopo, numerosi abitanti del luogo parteciparono come comparse in piccoli ruoli. A lungo smarrita, la pellicola è stata recuperata pochi anni fa dall’archivio di un collezionista e completamente restaurata.

    Questi gli altri titoli

    – 1952: «Femmina senza cuore», girato a Monteforte Irpino.

    – 1958: «Napoli sole mio!», ambientato e in parte girato ad Atripalda. Con Titina De Filippo, Ferruccio Amendola e Virgilio Riento.

    – 1981: «La pelle». Girato nel vecchio centro di Melito Irpino, è un film di Liliana Cavani tratto dal romanzo omonimo di Curzio Malaparte. Marcello Mastroianni interpreta il ruolo dello scrittore.Irpinia

    – 1982: «Tradimento», diretto dal regista Alfonso Brescia. La scena finale con il Re della sceneggiata, Mario Merola, e Regina Bianchi è stata girata nel santuario di Montevergine.

    – 2015: «Il bacio azzurro». Diretto dal compianto Pino Tordiglione, è incentrato sul tema dell’acqua. Girato interamente in Irpinia (tra le sorgenti di Caposele, Cassano, Castelfranci, Montella e Volturara), il titolo prende spunto dalla famosa poesia «La pioggia», composta da Federico García Lorca. Protagonista Remo Girone.Irpinia

    – 2015: «Ultima fermata» (leggi qui la recensione). Il film, girato sullo sfondo della storica linea ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio, ha ottenuto una candidatura ai David di Donatello (a Claudia Cardinale, per la categoria migliore attrice non protagonista). Oltre all’attrice nata a Tunisi, nel cast figurano Luca Lionello, Nicola Di Pinto e Sergio Assisi. Sono visibili, tra gli altri, il Ponte Principe di Lapio (presente anche sulla locandina), l’abbazia del Goleto a Sant’Angelo dei Lombardi e le curve che portano al paese di Lacedonia.Irpinia

    – 2015: «Oggi è il giorno di festa». Merita una menzione questo cortometraggio a tematica sociale di Giovanni Prisco, con la partecipazione di Leo Gullotta, girato tra Altavilla (sono ripresi i vicoli del paese e la tradizionale sfilata dei battenti di San Pellegrino) e Ariano Irpino.Irpinia

    – 2016: «Due euro l’ora». Girato interamente a Montemarano, con Peppe Servillo.Irpinia

    – 2017: «Il mondo magico». È stato girato, relativamente alla parte ambientata al Sud, nei paesi di Aquilonia, Bonito, Cairano, Calitri, Frigento, Mirabella Eclano, Monteverde e Paternopoli.Irpinia

    – 2017: «Veleno». Come abbiamo anticipato nell’estate 2016 (leggi qui), varie riprese di questo film drammatico di Diego Olivares, tratto da una storia vera, sono state effettuate nel piazzale dell’abbazia di Montevergine. Con Massimiliano Gallo, Luisa Ranieri e Salvatore Esposito, quest’ultimo noto principalmente per il ruolo di Gennaro Savastano nella serie televisiva «Gomorra».Irpinia

    Da citare anche il regista avellinese Modestino Di Nenna, che si è fatto apprezzare nel panorama cinematografico nazionale con i titoli «Un viaggio serio… ma non troppo» (2015), «Tutto può accadere nel villaggio dei miracoli» del 2016 (trasmesso recentemente in 1ª TV su Rai 1) e «Sotto il segno della vittoria» (con alcune scene girate al Campo Coni di Avellino e in altre zone del capoluogo), uscito nelle sale il 22 marzo di quest’anno.

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