Irpinia: “Scardiniamo la paura dell’uomo nero” – l’Integrazione necessaria e possibile

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Nasce in Irpinia la Rete per la Pace e l’Accoglienza, un’idea per far fronte in modo unito e compatto all’emergenza delle migrazioni: tante idee per un’integrazione possibile e necessaria

In un periodo storico come il nostro è necessario trasmettere alle genti un messaggio di Pace e di accoglienza. Dopo la marcia dello scorso 11 aprile (leggi QUI) Comunità Accogliente e il Coord. Donne Avellino “Ni una menos” hanno convocato un’assemblea per contribuire alla nascita di una rete forte e organica in materia di migrazione.

L’incontro presso il centro Caritas di Torelli di Mercogliano rappresenta il primo step di un lungo processo verso un modello di accoglienza efficiente, in cui tutte le forze politiche e le associazioni competenti collaborino insieme per la risoluzione dei problemi. Cominciare è sempre difficile, bisogna definire obblighi e doveri e scontrarsi con istituzioni e cittadini che molto spesso ignari delle normative, preferiscono affidarsi a stereotipi e paure infondate. 

“Dobbiamo scardinare la paura dell’uomo nero” – così Dimitri richiedente asilo in Irpinia, ha mostrato la piena percezione del problema.

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Al di là di ogni convinzione personale c’è da sapere che il problema della migrazione è tale poiché non gestito adeguatamente. Le cooperative e gli operatori a cui è affidata la gestione dei richiedenti asilo sono molto spesso inadeguati a rispondere a tali esigenze. E questi umani, a cui la vita ha già tolto tanto, sono completamente abbandonati al loro destino a causa della nostra inefficienza. Non basta assicurare un tetto e un pasto per far fronte ad un’emergenza constante, l’accoglienza deve ruotare a 360° intorno alla vita e al futuro di queste persone. Bisogna cominciare a parlare di accoglienza secondaria e dar loro i mezzi necessari al sostentamento e all’integrazione.

Un lettore poco attento o troppo convinto probabilmente a queste parole avrà già chiuso l’articolo, ma è bene sapere che “dare i mezzi” non significa sottrarci noi di qualcosa, la Comunità Europea paga affinché questo avvenga e purtroppo a discapito nostro e loro (i migranti) tali procedure sono puntualmente ignorate. Ci ritroviamo quindi a far fronte a masse di uomini di colore per le vie dei nostri comuni, senza meta né scopo ed è facile a questo punto, cedere ai pregiudizi e alla rabbia.

Un’accoglienza diversa però è possibile. L’integrazione è possibile e comporta tutta una serie di vantaggi anche per le popolazioni che accolgono questi ragazzi. È necessario quindi far conoscere le buone prassi sperimentate in Irpinia e nel resto d’Italia: è il caso dello SPRAR di Torrioni gestito dall’Associazione de “Il Pioppo”, una casa che ha dà la possibilità a 15 ragazzi di vivere la quotidianità e integrarsi completamente all’interno della comunità attraverso attività e incontri e offre inoltre, la possibilità a tanti ragazzi italiani di formarsi e lavorare. Non è una banale frase fatta carica di buonismo: i migranti SONO una risorsa e siamo solo dei poveri sciocchi a non accorgercene.

La nascita della rete per la pace e l’accoglienza si pone come obiettivo principale la sensibilizzazione dei cittadini su queste tematiche. Nei piccoli centri dell’Irpinia è molto facile sviluppare un modello di integrazione ideale in cui “i neri” non siano ghettizzati fuori dai centri abitati. Per combattere la paura è necessaria la conoscenza e la conoscenza in questi casi deve essere concreta. C’è bisogno di attività, idee ed iniziative che spingano cittadini e migranti a collaborare insieme. C’è bisogno di dialogo tra istituzioni, associazioni e cittadini. C’è bisogno che i sindaci siano presenti in questa battaglia e prendano posizione senza più nascondersi per paura di perdere quel poco di consenso che gli rimane.