Irpinia, prevista l’assunzione di 386 medici e infermieri



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Ben 797 nuove assunzioni di infermieri a Napoli oggi. Entro l’anno attese 386 unità anche in Irpinia dove si avverte parecchio la carenza di personale

Buone notizie per tutta la Campania. Questa mattina sono state definite nuove assunzioni di infermieri, ben 797  che hanno superato il concorso bandito dall’azienda ospedaliera Cardarelli e che prendono servizio nelle strutture delle Asl di Napoli, al Pascale e al Policlinico Federico II. Soddisfatto ovviamente il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca:

“Si tratta del primo blocco delle 7.600 assunzioni che stanno per partire nella sanità campana grazie al via libera avuto con l’uscita dal commissariamento. Voi potete testimoniare che avete trovato lavoro senza dover piegare testa davanti a nessun padrone politico”.

Passiamo a parlare dell’Irpinia dove entro l’anno è prevista l’assunzione di 386 unità tra dirigenti medici e sanitari, personale tecnico e amministrativo, per colmare i vuoti lasciati da 12 anni di Piano di Rientro.

IL MOSCATI E L’ASL DI AVELLINO IN FORTE CARENZA DI PERSONALE

Nel frattempo in Irpinia, ad Avellino precisamente, la situazione che presentano l’Asl e il Moscati non è delle più rosee. Il problema? La carenza di personale.

Ecco le parole di Antonio Santacroce, Segretario Generale della CISL FP IrpiniaSannio:

“Grave e non più tollerabile è la carenza di infermieri presso i nosocomi Irpini di ASL e Moscati, ma ancora più insostenibile è la carenza di OSS, Operatori Socio Sanitari, che ha raggiunto, in termini di presenza, i minimi storici tra gli strutturati”.

“La carenza di personale OSS si riflette, inevitabilmente e negativamente, a cascata su tutta la filiera assistenziale poiché obbliga gli infermieri a svolgere compiti non riconducibili alle funzioni del profilo di appartenenza, sottraendo tempo prezioso all’attività propria contrattualmente prevista e non garantendo i servizi da prestare – prosegue Santacroce.
Un panorama sanitario Irpino sempre più desolato; non si è riuscito a compensare neppure le fuoriuscite causate dalla fuga innescata dalla cosiddetta “quota 100” e dai fisiologici pensionamenti a termine, nonostante gli innesti avvenuti”.

 

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