mercoledì - 10 Agosto 2022
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    Irpinia Pride: l’unione fa la forza!

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    Si è tenuto sabato scorso l’Irpinia Pride 2022, organizzato dall’associazione Apple Pie Lgbt+ di Avellino ed ospitato dal Comune di Mercogliano

    Irpinia Pride – A pochi giorni dallo svolgimento del Pride Irpino si può sicuramente dire che la manifestazione è stata un successo. Ma cosa decreta, realmente, il successo di una manifestazione? Chi ha partecipato a delle manifestazioni o addirittura ne ha organizzate può sicuramente dire che il successo è legato quasi esclusivamente al raggiungimento degli scopi cui la manifestazione è preposta.

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    Non è una questione di numeri, ma di capacità di far passare l’idea che ha spinto gli organizzatori a metterla su. Ed allora, fermo restando che l’Irpinia Pride è stato anche molto  partecipato, perché hanno sfilato nelle strade di Mercogliano diverse centinaia di persone e rappresentanti istituzionali e di associazioni (per questo tipo di manifestazione i tabù da rompere sono molteplici e c’è chi non si vuole “esporre”, se non dai balconi magari – come pure è successo), quello che conta è che abbia raggiunto l’obiettivo di far sentire la voce e le rivendicazioni della comunità lgbt+, ma anche quella di tutti i cittadini che ritengono di condividere ogni battaglia volta all’affermazione di diritti civili ed al riconoscimento della piena libertà di autodeterminazione di ogni individuo.

    Il corteo è stato pieno di colori, di bandiere, di musica, ma ci sono stati anche momenti di riflessione su temi delicati come quelli dell’adozione, del mutamento di sesso, delle unioni civili. Inoltre, si sono uniti alla manifestazione i genitori di Vincenzo Ruggiero, attivista ucciso ad Aversa nel 2017, portando una commovente testimonianza di condivisione delle battaglie del figlio e di impegno civico affinché certi gravi episodi di odio non abbiano luogo.

    Questo è lo spirito che deve continuare ad animare le iniziative dell’associazione Apple Pie e di tutte quelle associazioni che sentono di poter contribuire ad un’evoluzione della società civile. Farsi portavoce degli “invisibili”, dare sostegno alle fasce deboli della popolazione, combattere ogni forma di discriminazione e di odio, sono questi compiti in primo luogo delle istituzioni, ma dove non arriva il Governo – anche quello locale (come, purtroppo, si è dovuto constatare in occasione della votazione sul DDL Zan) è indispensabile fare rete dal basso e fare in modo che le questioni siano quanto più calate nelle realtà territoriali e sentite come proprie dalla cittadinanza.

    La parata sarà un bellissimo evento da ripetere ogni anno, in ogni città e paesino del mondo, magari solo per festeggiare delle conquiste, ma quel che conta è l’impegno quotidiano affinché vi sia piena consapevolezza che le diversità vanno rispettate e  salvaguardate, in ogni campo, per una effettiva uguaglianza e parità di opportunità.

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