Irpinia: “Servono infrastrutture digitali per sperare in un futuro migliore”

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Prima delle infrastrutture fisiche servono quelle digitali: solo cosi si può sperare in un futuro migliore in Irpinia

Si fa un gran parlare ultimamente delle infrastrutture strategiche per la provincia di Avellino: la Lioni – Grottaminarda e l’Alta velocità Napoli – Bari con la stazione Hirpinia prima di tutte.

Sono sicuramente opere fondamentali, che scontano gravi ritardi e rallentamenti anche negli ultimi mesi, ma che forse, adesso, verranno finalmente completate.

Sono grandi lavori che rappresentano il collegamento minimo ad una rete nazionale per una qualsiasi prospettiva di sviluppo futuro.

stazione hirpinia
Stazione Hirpinia

Senza, continueremmo a rimanere isolati dalla cosiddetta “Italia che produce”.

Continueremmo a perdere occasioni di sviluppo e sprecare grandi potenzialità perché, semplicemente, non abbiamo accesso ai grandi flussi, economici e turistici.

Queste opere infrastrutturali che scontano decenni di ritardi sono sicuramente fondamentali per la nostra provincia, una delle poche certezze sui cui provare a costruire un futuro diverso, un futuro migliore.

Quello che secondo me, però, ancora non si capisce è che le autostrade, l’alta velocità e tutto quello che rientra nelle infrastrutture fisiche sono si importanti, ma non tengono in alcuna considerazione come sarà il prossimo futuro e quali saranno le sfide che si dovranno affrontare e, possibilmente, superare.

Se nei prossimi 5 anni la quantità di dati che creeremo si misurerà in zettabyte, ossia 1021 byte, si dovranno costruire molti più data center sparsi per il globo per immagazzinarli.

Se nei prossimi 5 anni il 5G diventerà la tecnologia predominante che promette di rivoluzionare il nostro modo di vivere in numerosissimi settori, bisogna ripensare la struttura delle nostre città e dei nostri paesi.

Non è possibile che ancora oggi, nel 2019, in gran parte della nostra provincia ci sia ancora il 3G.

Tecnologia che oramai resiste solo in alcuni paesi africani.

Se nei prossimi 5 anni il problema del riscaldamento globale e del cambiamento climatico diventerà cosi serio da costringerci ad adottare tutti, insieme e a livello planetario, delle misure stringenti e a trovare delle soluzioni rivoluzionarie per risolvere un problema cosi grave ma anche cosi complesso, dovremo riprogettare il nostro Piano Energetico nazionale e locale, investendo in un mix di energie rinnovabili capaci di sostituire i combustibili fossili e magari trasferire dal privato al pubblico la proprietà degli impianti, cosi da evitare i disastri ambientali e paesaggistici che negli ultimi decenni, soprattutto in Alta Irpinia, hanno distrutto posti bellissimi e inquinato l’ambiente senza alcun ritorno degno di nota per i comuni e per la popolazione ivi residente.

E garantire ai piccoli paesi delle entrare sicure ogni mese, cosi da poter mantenere i loro servizi e le loro prerogative, e in più avere la possibilità di investire in nuove idee e progetti per troppi anni chiusi in un cassetto a causa di fiscal compact e spending review.Laceno

Ci sono quindi tutta una serie di problematiche e di questioni serie, anche gravi, da dover affrontare in tempi brevi, che non prevedono come soluzione la creazione di una autostrada e o di una linea ferroviaria, ma necessitano, senza dubbio alcuno, di un grande investimento in infrastrutture digitali.

In un 5G funzionante ed efficiente, per consentirci di recuperare, finalmente, i decenni di gap col resto d’Italia e del mondo, e porci in vantaggio rispetto a molti altri Paesi e territori.

In una rete di data center pubblici, come non ne esistono ancora in nessuna parte del mondo.

In una sistema di energie rinnovabili che copra il nostro fabbisogno e sia pubblico, gestito dalle istituzioni per conto dei cittadini, senza sprechi e senza inquinamenti, digitalizzato e facile da utilizzare e monitorare.

Ecco, queste ed altre infrastrutture: digitali, basate sul cloud, che usano l’intelligenza artificiale, ci permetteranno di avere una speranza.

Anche solo una speranza su cui costruire, finalmente, qualcosa di concreto, di produttivo, di funzionante, di efficiente.

Per un futuro diverso, per un futuro migliore.

A cura di Stefano Carluccio