Irpinia StreEat Mood, è tempo di bilanci



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Irpinia Streeat Mood

A tre giorni dalla chiusura dell’Irpinia StreEat Mood la sensazione è che l’evento abbia avuto un buon successo, ma che non si sia ancora liberato dall’etichetta di una “sagra chic

Premesso che i bilanci competono a chi organizza un evento, abbiamo seguito con molto interesse l‘Irpinia StreEat Mood di quest’anno, non perdendo neanche una serata e, a distanza di tre giorni dalla chiusura ci è venuto naturale immedesimarci negli organizzatori e chiederci cosa è andato e cosa non è andato secondo le aspettative.fb_img_1474460179664

L’idea alla base di questa “kermesse culinaria” è non solo di grande tendenza, ma a nostro avviso nobile, essendo legata ad una concezione del buon cibo e dei prodotti d’eccellenza di una terra come risorsa da sfruttare eticamente per un progresso collettivo. Questa idea si è percepita girando tra gli stands, dove al gusto si è affiancata l’intraprendenza irpina, che di questi tempi è tutt’altro che scontata. Veramente tante eccellenze e tanti giovani e maturi operatori di un comparto, quello agroalimentare, che può fare la differenza non solo in Campania, ma probabilmente in Italia.fb_img_1474460197463

La location, di per sè, non può dirsi suggestiva, ma l’allestimento ha dato sicuramente una mano nel differenziarsi da una sagra. Tuttavia, gli spazi vuoti tra un cluster e l’altro e la scarsa presenza di momenti di intrattenimento live, non solo musicale, non davano appieno l’idea di qualcosa di completamente alternativo alla sagra, seppur “chic”.

La differenza l’ha fatta senza dubbio il cibo, con piatti di impronta irpina rivisitati come solo dei grandi chef possono fare. La pizza fritta dell’Antica Osteria, lo spaghettone allo zenzero dell’Osteria Cappuccini e lo strepitoso arancino di pasta e patate di Marenna’ da soli giustificherebbero l’evento! img_20160917_211710

Il tempo non si può dire abbia dato una mano, bagnando la manifestazione tutti e tre i giorni. Ma visto l’ondivago andamento del clima estivo, si può dire che non vi è mai stato un periodo ottimale, soprattutto non prevedibile. Del resto, viene da chiedersi come faccia parte dell’Italia, per non parlare dell’Europa, ad organizzare seguitissimi eventi invernali senza grandi difficoltà! È necessario un cambiamento di mentalità nella programmazione turistica, legato non solo alla gestione delle emergenze. Ma ci sentiamo di dire che l’Irpinia StreEat Mood va in questo senso!

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