Irpinia terra di accoglienza o intolleranza?



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Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli

Accoglienza sì, accoglienza no. Settimana di fermento politico, dibattiti e proteste: la città si divide, Matteo Salvini e Luigi De Magistris in Irpinia

Settimana di fermento politico quella appena trascorsa ad Avellino. Una città in piena campagna elettorale che si divide.

Lunedì la visita del vicepremier Ministro degli Interni Matteo Salvini ha visto scendere in campo alleati e oppositori. I primi non hanno mancato di mostrare tutto il loro sostegno verso il “capitano”, aspettando ore sotto la pioggia per potergli stringere la mano o scattare un selfie. Dall’altro canto il Ministo sa bene come raccogliere consensi e anche l’Irpinia, come il resto del sud Italia, scopre il suo lato leghista.

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Tuttavia le posizioni del vicepremier non piacciono a tutti e non son mancate le proteste. Lunedì nonostante la pioggia, c’era chi manifestava il proprio dissenso contro una politica sempre più razzista e discriminante con le minoranze. Il presidio #Irpinianonsilega, ha rivendicato l’appartenenza ad una terra, l’Irpinia, da sempre teatro di partenze e arrivi.

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La protesta #irpinianonsilega

A tal proposito, mercoledì il Gal Partenio ha organizzato un dibattito sull’immigrazione e l’integrazione nelle aree rurali. Presente il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, protagonista negli ultimi mesi della battaglia contro il Decreto Sicurezza del Ministro Salvini, che vorrebbe i porti chiusi alle navi che salvano vite in mare.

Il Sindaco De Magistris ha sottolineato l’importanza di restare umani dinnanzi alle difficoltà altrui e assicurare la sicurezza dei cittadini attraverso misure cautelari diverse, che possano contrastare le criminalità organizzate, vero intralcio all’ordine nelle città.

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Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli

“Se ad una persona togli i diritti, esiste o non esiste? Noi la vediamo e quindi esiste, ma molto spesso si aggrappa alla clandestinità e qualcuno non la vedrà. Così come l’ultima ordinanza di Salvini che vuole lo spaccio fuori dai centri storici. Ci si aspetterebbe che un Ministro degli Interni mandi più polizia per arrestare lo spacciatore e invece lo manda nelle periferie“.

Ma l’Irpinia sa come essere accogliente e solidale e l’ha dimostrato attraverso realtà che fanno da esempio. L’Irpinia sa che per contrastare lo spopolamento dei paesini deve attuare delle politiche di integrazione che possano rappresentare opportunità di sviluppo, arricchimento del territorio, rilancio delle economie locali, attraverso la completa assimilazione di chi lascia il proprio Paese in cerca di un futuro migliore. Così come Ashu Randy, mediatore culturale dello Sprar di Sant’Angelo a Scala, che si dice orgoglioso del paese che l’ha accolto.

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Ashu Randy, mediatore culturale dello Sprar di Sant’Angelo a Scala

Sul territorio del Gal sono presenti due CAS – Centro di Accoglienza Straordinaria, ad Ospedaletto d’Alpinolo e Mercogliano, e cinque SPRAR – Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Petruro Irpino, Roccabascerana, Santa Paolina, Sant’Angelo a Scala e Torrioni.)

Un grande messaggio proviene proprio da paesi come Torrioni e Preturo Irpino, dove gli Sprar hanno mostrato che esiste una strada diversa, una strada che porta persone di origini differenti a cooperare insieme per il bene di un territorio.

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Giuseppe Lombardi, Sindaco di Preturo Irpino

Durante il dibattito sulle migrazioni, infatti il Sindaco di Preturo Irpino Giuseppe Lombardi, ha sottolineato che l’accoglienza nel suo paese ha dato l’opportunià di creare nuove occupazioni, anche e soprattutto per le persone del posto. Ma tuttavia questo sistema è in grave pericolo, così come Adele Galdo, coordinatrice dello Sprar di Torrioni ha spiegato: le nuove leggi in materia di immigrazione, costringono ragazzi e ragazze a lasciare gli SPRAR in cui vivono e queste persone, finiscono per strada, senza nessuno che possa fargli da guida.

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E allora la domanda sorge spontanea: che ne sarà dei nostri paesini tra 50 anni? Come cambierà la società in cui viviamo e soprattuto, l’Irpinia può ancora considerarsi una terra accogliente o qualcosa sta inevitabilmente cambiando?

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