Isochimica, dopo anni si avanza verso la giustizia



0
isochimica

Si è tenuto ieri presso il Samanta Della Porta il maxi processo per il caso “Isochimica” che vide 20 morti e 237 contaminati dalla bomba di amianto. All’udienza 29 sono stati gli indagati, 237 le parti che chiederanno di costituirsi parte civile

Dopo momenti di agonia e tante disperate richieste si è svolta, presso il Samanta Della Portal’udienza preliminare del maxi processo riguardante l’azienda “Isochimica” di Elio Graziano dove,  dal 1938 al 1988,  a borgo Ferrovia- quartiere popolare di Avellino- venivano scoibentate le carrozze ferroviarie. Almeno ventimila tonnellate di amianto furono ritrovate e sottratte nel piazzale della fabbrica. L’amianto ha ucciso 20 ex operai che inconsapevolmente portavano avanti il loro lavoro a mani nude, senza mascherine, lungi dai pericolo e 237 cittadini risultano contaminati.

Ex lavoratori chiedono giustizia
Ex lavoratori chiedono giustizia

Un numero imprecisato di decessi e malattie tra gli abitanti e residenti di Borgo Ferrovia“.

Molte le battaglie per giungere all’incontro di ieri. Presenti all’udienza lavoratori malati, vedove e figli di colleghi defunti, immancabile la famiglia di Luigi Maiello, operaio morto nel 2013. Sguardi che chiedono vendetta esprimendo sgomento attraverso striscioni  e cartelli pungenti: “Malati di cancro per colpa delle Ferrovie dello Stato“, “Ci avete rovinati per il profitto. Dopo 30 anni, pensavate di farla franca”.

La Procura di Avellino ha chiesto il rinvio a giudizio per 29 persone accusate tra amministratori, titolari di aziende, funzionari delle Ferrovie dello Stato e i titolari dell’ex Isochimica di omicidio plurimo colposo, disastro doloso e disastro ambientale, lesioni, falso in atto pubblico e omissione in atti di ufficio. Alla richiesta dei difensori di rinvio, il giudice ha detto no, concedendo un’ora di sospensione per esaminare tutti i documenti e riprendere il lavoro alle 13:00, ricevendo per l’azione compiuta un applauso da parte di tutti i presenti.

processo-isochimica
Processo al Samanta Della Porta

Sono 237 le parti offese che hanno chiesto di costituirsi parte civile nei confronti di Elio Graziano e di tutti i colpevoli, anche di coloro che non avviarono la bonifica del sito. Di questi 237 fanno parte il comitato “Lotta per la vita”, “Legambiente Nazionale”.

Molte sono state nella giornata di ieri le dichiarazione che hanno urlato vendetta.

Il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo: «è disumano vedere oggi questi uomini adulti ammalarsi per un lavoro svolto da giovanissimi. E’ giunta l’ora che la giustizia dia risposte, al tempo stesso però chiediamo un’accelerazione del processo di bonifica del sito. L’Isochimica è il caso più emblematico della gravità di tante situazioni di inquinamento ancora persistenti sui nostri territori, la Campania deve pretendere l’avvio di una seria stagione di bonifiche». La vedova Antonietta Tomeo, con voce tremante: “oggi più che mai sento la sua presenza, accanto a me e accanto ai suoi colleghi. Purtroppo nessun processo lo riporterà in vita, ma quanto meno servirà a stabilire che chi uccide in nome del profitto non può restare impunito”.

Il segretario provinciale di Rifondazione Comunista rivendica la continuità e l’attenzione verso questo caso: “oggi i lavoratori iniziano ad avere giustizia, ma il rischio che le pressioni esercitate per trenta anni ai loro danni possano ripetersi è alto. Per questo è necessario accompagnare questo processo con una grande attenzione anche mediatica, senza dimenticare che per ora questo processo è l’unico fatto concreto che si sta verificando nella vicenda Isochimica”.

Continua la lunga battaglia di familiari e di Borgo Ferrovia che ora vuole vivere.

Leggi anche