Giuseppina La Delfa e Raphaelle Hoedts, finalmente spose in “Italia”



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La Delfa

L’Italia apre la porta dei diritti. Per la Cassazione, il matrimonio di Giuseppina La Delfa e Raphaelle Hoedts è valido anche in Italia

L’amore nasce tra persone, non tra sessi. Perché l’amore non ha limiti, non ha distanze. Non ha genus. E dovrebbe valicare gli ostacoli del pregiudizio. Quella di Giuseppina La Delfa e Raphaelle Hoedts è una piccola vittoria,  il trionfo di due Esseri umani, che hanno avuto il coraggio di Esseri umani. Per la Cassazione il matrimonio celebrato tra le due donne in Francia e trascritto poi in Italia è inattaccabile. L’Italia apre la porta ai Diritti.

Lo riferisce il loro legale,  Alexander Schuster, che ha sottolineato come con questa sentenza  l’Italia abbia riconosciuto il primo matrimonio fra due persone dello stesso sesso. Si tratta del primo caso. Secondo la Corte di appello l’Italia non può togliere i diritti che uno Stato dell’Unione attribuisce ai propri cittadini. Questa approvazione dimostra che il diritto italiano non è impenetrabile al riconoscimento di matrimoni fra due persone dello stesso genere è molto importante.

Giuseppina La Delfa è co-fondatrice dell’associazione Famiglie arcobaleno, una associazione indipendente nata nel marzo 2005, composta da coppie o single omosessuali che hanno realizzato il proprio progetto di genitorialità, o che aspirano a farlo. La Cassazione ha rigettato, in quanto improcedibile, il ricorso del Comune di Santo Stefano del Sole ( Il Comune è stato condannato al pagamento delle spese per un totale, oneri inclusi di 6mila e 128 euro) contro la decisione della Corte di appello di Napoli del 7 luglio 2015, con la quale si ordinava all’amministrazione di trascrivere il matrimonio celebrato in Francia fra le due donne, entrambe cittadine francesi, e La Delfa è anche una cittadina italiana. È una conquista importante per la loro famiglia, una victoria, come afferma La Delfa:

«Questa notizia è importante per noi poiché significa la fine delle La Delfabattaglie giuridiche per il riconoscimento del nostro matrimonio in Italia – ha detto – Anni di lotte, di spese, di preoccupazioni per potere finalmente e definitivamente poter dirsi sposate come lo siamo effettivamente da quasi quattro anni, dopo più di trent’anni di convivenza. L’accanimento dello Stato italiano a non riconoscere l’uguaglianza di tutti i suoi cittadini di fronte alle leggi rimane per noi incomprensibile. Oggi come straniere godiamo di più diritti delle coppie omosessuali italiane. Speriamo che questo paradosso possa essere d’aiuto ai nostri amici italiani e agevolare loro la strada verso la piena eguaglianza».

Una lunga e dura battaglia, per non mettere a tacere i propri diritti. Una continua lotta per dire che è giusto che una persona combatta per il proprio diritto di amare, perché libera di scegliere della propria vita. L’amore ha vinto, vince, vincerà.  È il fulcro delle battaglie di due donne coraggiose ed ostinate, Giuseppina La Delfa e Raphaelle Hoedts. Ma è solo il primo passo di un lungo cammino, un timidissimo primo passo. Ma non può essere l’ultimo.

 

 

 

 

 

 

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