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    La favola in un abito: intervista alla stilista Ana Caroline Maffei

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    Due chiacchiere con la giovane stilista Ana Caroline Maffei che, con la sua bravura e passione, propone ed indirizza la sposa, rispettando il suo ideale di abito in uno dei momenti più ricchi di ansie

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    Domani, 17 novembre 2016, alle ore 19.00, la stilista Ana Caroline Maffei inaugura il suo Atelier di Alta Moda Sposi “Atelier Sharil Naima” in Via Taverna Campanile n. 206 a Monteforte Irpino. L’atelier offre una vasta gamma di abiti da sposa e cerimonia donna, bambina e da dicembre saranno disponibili anche abiti da uomo. Per le signore più esigenti Ana disegnerà abiti su misura. Siete invitati ad intervenire numerosi.

    Conosciamo meglio la stilista Ana Caroline Maffei che, con le sue mani di fata, aiuta le donne a trasformarsi in principesse nel giorno del Sì.stilista Ana Caroline Maffei

    Quando hai pensato di diventare stilista e perchè?

    Ho sempre avuto la passione del disegno fin da piccola… ero perennemente con la matita in mano! Disegnavo principesse con abiti vaporosi e giocavo a far diventare reali i miei schizzi, vestendo le barbie con gli scampoli inutilizzati dei miei zii, rinomati sarti avellinesi. Poi crescendo, ho cominciato a disegnare per divertimento le mie collezioni su un album che ancora custodisco e ogni volta che lo apro il sorriso nasce spontaneo.

    Quale percorso di studio hai seguito per diventare una stilista di abiti da sposa e cerimonia?

    Dopo il diploma linguistico, c’erano tre strade che avrei voluto intraprendere: la prima, la più desiderata, era l’accademia di stilismo e sartoria a Roma; la seconda era lingue e la terza veterinaria. Mia madre votò per la facoltà di lingue mentre papà, prima di pronunciarsi, decise di accompagnarmi a vedere l’accademia privata e a numero chiuso. Papà mi iscrisse e da allora il mio sogno prese il via. Perfezionai le mie tecniche di disegno ed entrai in contatto con cartamodelli e macchine da cucire. Grazie a questa scuola ho collaborato con stilisti internazionali ed è stato come vivere un sogno. Poi ho lavorato in sartorie di noti stilisti romani. L’esperienza che più ricordo con piacere, è quella presso Fausto Sarli nel 2009, durante la quale ho visto sfilare in passerella le mie creazioni. Terminato il percorso formativo, sono stata contattata da diversi atelier di Avellino e Provincia.

    Quanto tempo prima bisogna scegliere l’abito nuziale e quanti abiti occorre provare in media prima della fatidica scelta? Approfitto della tua competenza per dare consigli alle prossime spose.

    All’abito va il 90% dell’attenzione. Conosco signore che il giorno del matrimonio si recano in chiesa esclusivamente per guardare l’abito ed emozionarsi ed è per questo che la maggior parte delle sposine va in ansia. Alcune ragazze cominciano la ricerca dell’abito anche due anni prima. Per me è troppo, il loro gusto potrebbe cambiare col tempo, per questo consiglio di recarsi in atelier massimo un anno prima. Per quanto riguarda il numero di abiti da provare, è preferibile non esagerare altrimenti si va in confusione.

    Qual è la reazione delle spose davanti all’abito giusto? 

    Le spose quando trovano l’abito perfetto ,oltre a piangere, lo accarezzano specchiandosi.

    Secondo te, quali e quante persone devono accompagnare la sposa nella scelta?

    Io consiglio di far partecipare poche persone e solo quelle fidate.

    Per i superstiziosi il 17 è un numero nefasto, invece Ana intende sfatare questo stereotipo popolare, avviando la sua attività proprio il 17. Ana, la buona sorte possa essere sempre con te!

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