martedì - 24 Maggio 2022
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    La lotta degli ex operai dell’Isochimica

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    Ecco il progetto del corso Ecologia Politica, Università degli studi di Salerno, prof. Gennaro Avallone, a cura di Lucia Carratù. Si parla di Isochimica

    Isochimica – “Questa è la storia dello sfruttamento del capitalismo italiano, che ha usato l’arretratezza meridionale per sperimentare un nuovo e più alto livello di organizzazione complessiva e statuale. Come afferma anche Dario Paccino, il luogo di lavoro dell’operaio è in generale uno dei più micidiali habitat della terra, dimostrato dai dati delle malattie professionali.ISOCHIMICA

    La fabbrica, nonostante il continuo progredire della scienza e della legislazione è rimasta sostanzialmente quella descritta da Marx e Engels.
    Oggi non c’è angolo del pianeta nel quale non si sappia che quanto avvenuto nell’emergenza dei rifiuti in Campania, sia interamente ascrivibile alla corruzione della politica e non al frutto dell’incapacità della popolazione.
    Foucault, a tal proposito avrebbe parlato di parresia, ossia del coraggio di dire il vero producendo effetti reali non confinabili alla pura dimensione morale e individuale dell’esistenza.isochimica
    Sebbene viviamo un tempo nel quale il momento della decisione e la dimensione della performance, di matrice economico-aziendalista, sembrano sussumere l’intero senso dell’agire politico, occorre non dimenticare che la politica è anche e soprattutto gioco e movimento, nel quale si svolge la vita democratica.isochimica
    Da questo punto di vista, la lotta degli ex operai dell’Isochimica, che da sempre hanno sperato in una conclusione positiva del dramma, non può essere intesa come una sconfitta.
    Nulla però è stato apparentemente ottenuto, non c’è stato nessun riconoscimento materiale o anche solo morale del danno, e nel frattempo l’amianto con cadenza precisa continua a causare morti.
    Dall’ analisi di Dario Paccino si potrebbe pensare ad una politica che miri alla città a misura d’uomo, che sia in grado di cancellare le cause ambientali di malattia, tutelando integralmente le risorse umane. Ovviamente questo è possibile solo da un punto di partenza coinciso, ovvero quello di combattere il padrone, che in tal caso è impersonato da più persone o enti.
    Dunque, un piccolo granello di polvere d’amianto, questa volta sembra aver inceppato per un attimo la macchina di produzione di verità del potere.
    La ricostruzione dei fatti dimostra come la popolazione interessata dopo anni di inganni, ha raccolto la verità di questa storia, trasformandola in uno strumento di democrazia viva”.
    Progetto del corso Ecologia Politica, Università degli studi di Salerno, prof. Gennaro Avallone, a cura di Lucia Carratù
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