La nuova “FCA” nasce sul Laceno

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Laceno. Nel circuito sulle montagne irpine e dall’ex FMA di Pratola Serra riparte il gruppo italo-americano

Vedendo una Jeep Renegade è difficile non pensare allo spot che, sulla colonna sonora degli “X-Ambassadors”, ci mostra un’auto testata nelle caotiche metropoli e nelle estreme montagne d’oltreoceano.

A dispetto dello spot il fiore all’occhiello della nuova “Fiat Chrysler Automotive”, che sta scalando le classifiche delle vendite europee ed americane, è italianissimo. Nasce nello stabilimento automobilistico più produttivo al mondo, nella vicina Melfi insieme alla Fiat 500x. Il nuovo volto della “FCA” che riparte dal mezzogiorno italiano non è, tuttavia, una storia soltanto lucana.

La nuova "FCA" nasce sul Laceno
La nuova “FCA” nasce sul Laceno

Nei nuovi successi del gruppo italo americano c’è anche dell’Irpinia. Stiamo parlando dell’altopiano di Laceno nel comune di Bagnoli Irpino, località sciistica montana situata vicino all’omonimo lago a 1100mt.  Collegata in modo efficiente ai nuovi stabilimenti di Melfi, Pomigliano d’Arco e Cassino dall’”ofantina bis”, è diventata metà per i test-drive della nuova casa automobilistica.

In passato erano già stati effettuati alcuni test della casa piemontese, ma si trattava di eventi sporadici essendo la produzione più decentrata verso gli stabilimenti di Termini Imerese, Grugliasco e Mirafiori. La nuova strategia produttiva vede, invece, l’altopiano irpino situato nel mezzo dei nuovi centri produttivi del gruppo.

lago lacenoOltre alla centralità dell’altopiano, ciò che davvero spinge i test-driver del gruppo “FCA” è il circuito del Laceno (oggi sp.368).

Una struttura voluta dall’ACI, dal CSAI e dal sindaco di Bagnoli I.

Aulisa nel 1971. Si trattava di un autodromo semipermanente che doveva essere in grado di ospitare la “F1” ed altre manifestazioni motoristiche internazionali.

Il progetto rientrava in un piano di rilancio dell’automobilismo nazionale che vide l’ampliamento di Monza, il completamento di Imola, la costruzione di Varano Melegari e di Misano. I lavori furono abbandonati nel 1972 con il completamento dell’anello centrale di 6,6 km, giudicato troppo pericoloso e veloce dall’ACI. Il percorso per raggiungere il circuito del Laceno prevede anche l’autostrada, l’extraurbano e gli stretti tornanti in salita. Sul Laceno è facile imbattersi in neve, ghiaccio, violenti temporali, sentieri sterrati e temperature estreme (anche sotto i -10 con le raffiche di vento dei giorni più freddi dell’anno).

11948152_1557531511152746_993669231_nAll’alba dello scorso inverno gruppi di fuoristrada rivestiti di plastiche nere sfrecciavano giù dall’altopiano, accompagnati da furgoni o carrelli. Si riconoscevano le linee della massiccia Jeep Renegade e della più rotonda Fiat 500x, nata dallo stesso pianale della sorella yankee. Con l’estate è stato il turno della Fiat Aegea: la nuova berlina prodotta in Turchia che debutterà nel 2016. Questo dimostra che anche altri modelli del gruppo vengono trasportati negli stabilimenti vicini per essere testati sul Laceno. Più raro è stato avvistare i primi modelli della nuova Alfa Romeo Giulia prodotta a Cassino.

Secondo i piani industriali del gruppo per il biennio 2016-2018 dovrebbero arrivare i nuovi modelli del gruppo Alfa-Romeo, tra cui un suv. Quest’ultimo potrebbe essere testato sul Laceno con le prossime Fiat Panda, Jeep Wrangler e Jeep Grand Cherokee.

ITA Laceno 1971Le nuove auto “Fca” vengono testate e messe a punto nell’incantevole scenario del Laceno, a questo punto cosa si aspetta ad inserire la località turistica irpina negli spot di quest’eccellenza italiana?

In Irpinia è situato anche lo stabilimento di Pratola Serra, dove nasce il futuro della nuova Alfa-Romeo: i nuovi motori del marchio di Arese, che da sempre sono l’orgoglio alfista. A pieno regime dalla fabbrica di Pratola Serra dovrebbero uscire circa mezzo milioni di motori l’anno. Dopo la vergognosa chiusura di un centro d’eccellenza per l’automotive irpina, l’”Irisbus” di Flumeri, si spera che questa volta gli amministratori regionali e locali sappiano cogliere le opportunità che la nuova “FCA” sta lanciando al territorio irpino.