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Cultura

“La poesia della sera”, un reading dal palato fine

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Liriche, cibo, emozioni, musica. Tutto questo nel secondo appuntamento con la rassegna “Reading: la poesia della sera”, alla Casina del Principe di Avellino

[ads1] Si è rivelato davvero gustoso il secondo appuntamento con la rassegna poetica “Reading: la poesia della sera“, un incontro con l’arte e la poesia alla Casina del Principe, luogo storico della città di Avellino. La manifestazione, organizzata dall’associazione “Segninversi”, è stata un’occasione per condividere un momento di cultura tra odori, profumi e sapori, reso ancor più appetitoso dalle degustazioni di salumi e formaggi e dagli assaggi di vini locali.

La poetessa Lucianna Argentino

Sei poeti (la romana Lucianna Argentino e gli irpini Giovanna Iorio, Gennaro Iannarone, Alfonso Nannariello, Raffaele Schettino e Agostina Spagnuolo) hanno declamato i propri versi durante il “Reading: la poesia della sera“, intervallati dalla musica del chitarrista Silvano Bevere, che ha scaldato inizialmente il pubblico proponendo la canzone “Oye como va”.

«La poesia deve entrare nella vita di ognuno» ha affermato Domenico Cipriano, uno dei curatori dell’evento, il quale ha annunciato il tema della serata, dedicato agli “Istanti” (dal verso «Io ero in una stanza che conteneva tutti gli istanti» del poeta Premio Nobel Tomas Tranströmer), illustrando anche il bando della terza edizione del premio letterario gratuitoCivetta di Minerva – Antonio Guerriero”, in scadenza il 21 marzo, riservato ai libri di poesia in lingua italiana editi tra il 1º gennaio 2013 e il 31 dicembre 2015.

La poetessa Giovanna Iorio

Durante la serata, Raffaele Barbieri (uno dei tre curatori del “Reading: la poesia della sera“) ha ricordato un altro festival di poesia con momenti di lettura, a cura di Rita Pacilio, che si terrà a San Giorgio del Sannio (BN) il 15, 16 e 17 aprile, mentre l’organizzatore Cosimo Caputo, prendendo la parola («La vita di ognuno di noi è fatta di istanti, non c’è cosa più concreta e palpabile dell’istante, però nello stesso tempo – e questo è un paradosso – non c’è nulla di più etereo, evanescente come l’istante»), ha chiuso la serata descrivendo i versi dei poeti che sono intervenuti nel “Reading: la poesia della sera“:

  • Agostina Spagnuolo, col suo verso caldo e soffice, ha tracciato un po’ i segmenti di un tragitto, di un transito, di un tempo impalpabile e di uno spazio inesplicabile.
  • Alfonso Nannariello ci ha parlato di cose perdute, che vanno in frantumi; le ferite, le lacerazioni che la vita porta con sé, fondendo nostalgia e desiderio insieme.
  • In Lucianna Argentino, l’istante ci porta il sentore di qualcosa di imperituro, lo scorrere del tempo. L’istante come stile affrontato in un modo rigoroso, pulito; uno stile che si muove su due registri: dai suoi versi, ho colto da una parte il canto e la sua leggerezza, dall’altra il peso della responsabilità delle parole.
  • In Gennaro Iannarone, per tutti il “Giudice”, l’istante inteso come vissuto concreto con questi lampi accecanti, questi fotogrammi della memoria, lacerti di passioni; il tutto sospeso in un’atmosfera che ha sempre qualcosa di magico, perché in Gennaro è forte questo senso della prossimità, dell’accoglienza, il valore dell’essere accanto, quindi di stare vicino.
  • Giovanna Iorio mi ha fatto ricordare “Frasi e incisi di un canto salutare”, un’opera di Mario Luzi che si muove su questi fondamenti invisibili; c’è questo

    Il poeta Raffaele Schettino

    equilibrio tra luce ed ombra, tra luce e buio, tra il senso del vuoto e il desiderio della pienezza. La vita viene condensata in un istante, quindi ecco lo stupore inaspettato, il sole, il silenzio, il movimento, la staticità (rappresentata da Giovanna anche in modo “plastico”), il sonno, il risveglio, il dolore e, perché no, qualche lampo di gioia.

  • In Raffaele Schettino ecco gli istanti che si fanno anche tremendi, si fanno presagio di annullamenti e di rovine; ci sono le assenze e le presenze che si rincorrono, l’istante che si fa dono, la bellezza incompiuta. Bellissimo il ricordo della madre all’ultimo, l’istante proprio che viene a rintracciarsi con l’istante degli altri.

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