Laceno, il progetto seggiovie ha bisogno di un gioco di squadra



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Durante il workshop “Riattivare l’Altopiano del Laceno” organizzato dal Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli si è discusso anche di seggiovie

Sabato è stato presentato presso il Museo del territorio di Laceno il progetto approvato dal Comune di Bagnoli Irpino (delibere n° 93 e 94) riguardante gli impianti di risalita, da parte dell’ingegnere Massimiliano Rogata.

Il progetto è stato illustrato alla platea composta da prestigiosi relatori: il prof. Antonio Santo DICEA, Unina; Emanuele Montibeller, fondatore di Arte Sella; Francesco Escalona Regione Campania, già presidente del Parco dei Campi Flegrei; Alfonso Gallo Istituto Zooprofillatico Sperimentale del Mezzogiorno; Antonio Spagnuolo e Antonio Petrozziello Circolo Cultura Cinematografica “Immaginazione” di Avellino e dagli studenti laureandi della Facoltà di Architettura dell’Università di Napoli Federico II, che in questi quattro giorni di workshop sul Laceno hanno studiato il territorio con il coordinamento scientifico della Prof. Adelina Picone e la collaborazione dello studio PROAP di Lisbona.

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L’incontro presso il Museo del Territorio a Laceno

A loro quindi è stato chiesto come riattivare l’Altopiano, mettendo in campo gli studi tecnici, ma senza tralasciare la parte riguardante la salvaguardia della natura nel suo complesso.

Non è mancato anche nella presentazione di giovedì presso l’Acca Software di Bagnoli Irpino un primo accenno a questo progetto seggiovie, presentato sabato a Laceno.

Al termine dei lavori di questa quattro giorni il tavolo conclusivo ha visto la partecipazione del delegato della Regione Campania alle Aree Interne Francesco Todisco.

Il progetto seggiovie è stato quindi uno dei punti salienti per tutto il workshop con protagonisti gli studenti, che hanno scrutato il territorio e soprattutto la vetta del Monte Rajamagra terminal ultimo delle seggiovie.

“Il progetto – ha affermato Massimiliano Rogata – è in realtà costituito da due progetti: un primo progetto più ambizioso di 22 milioni di Euro che potrebbe avere risultanze a medio termine e rappresenta un vero e proprio piano di sviluppo del comprensorio; un secondo progetto di poco superiore ai 12 milioni di Euro, relativo all’adeguamento dell’impiantistica funiviaria esistente, con il quale si cerca di dare una risposta immediata agli appassionati, agli operatori turistici e a tutto l’indotto. Potremmo definire quest’ultimo come un intervento ‘ossigeno’ per la stazione sciistica non più differibile, urgente ed essenziale. La sostituzione degli impianti funiviari chiaramente già guarda alla destagionalizzazione dei flussi turistici: attività come il trekking, la mountain bike con il completamento del Laceno Bike Park, i baby park, il parapendio, ecc. diventeranno gli assi portanti della nuova stazione”.

L’obiettivo è quello di non affidarsi soltanto alle precipitazioni nevose, ma a riattivare l’indotto per 365 giorni all’anno.

“Oggi l’impianto – continua Rogata – non si sostiene solo con la risorsa neve, che non è una costante, anche se guardando le stagioni precedenti è sempre stata presente per periodi più o meno lunghi, ma deve funzionare anche d’estate e con numeri importanti”.

“Questo è quello a cui miriamo: se tutti camminiamo insieme nei vari ruoli e facendo un gioco di squadra, secondo me si può raggiungere l’obiettivo. Dipende molto dalle istituzioni che vanno al di sopra del Comune di Bagnoli Irpino, che devono scandire il cronoprogramma in termini burocratici per la riattivazione del polo turistico Laceno”, ha concluso Rogata.laceno - seggiovie

Infatti, se la Regione Campania già in autunno reperisse i fondi per l’esecuzione del progetto, si potrebbe ipotizzare ad una ripartenza dell’impianto già per l’inverno del 2021.

Tutto quindi dipende dalla volontà degli organi sovra comunali di investire nell’unica stazione sciistica presente in Campania, che rappresenta una risorsa fondamentale, sebbene non l’unica, per l’intero indotto territoriale.

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