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     La storia calcistica della squadra di calcio di Avellino cominciò nel 1912, il 12 Dicembre, anno di fondazione del sodalizio biancoverde
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    Nel giro di pochi anni, nonostante la formazioni militasse nei campionati minori, il calcio ad Avellino diventa un vero e proprio fenomeno. Con tanti ragazzini che si appassionano e cominciano a calcare il terreno polveroso del Piazza d’Armi. Il primo campo di gioco ubicato al centro della città, proprio dove attualmente sorge il Palazzo di Giustizia.

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    Negli anni Sessanta, l’Avellino conquista la prima promozione in serie B, battendo per 1-0 il Catania nello spareggio disputato all’Arena di Milano.

    La compagine biancoverde, però, non disputerà il successivo torneo cadetto in quanto, a seguito di una denuncia, viene riscontrata una combine che, di fatto, dà il via libera agli etnei.

    Avellino
    foto di Pazzi dell’Avellino

    Per rivedere i colori irpini in B bisognerà attendere la stagione 1972/73, quando, al termine di un entusiasmante testa a testa con il Lecce, la squadra allenata da Giammarinaro ottiene il via libera per il calcio che conta.

    Nel 1978 si avvera, poi, il grande sogno. Battendo a Marassi la Sampdoria con un gol di Mario Piga, l’Avellino conquista matematicamente la promozione in serie A, categoria in cui militerà per dieci anni ininterrottamente.

    La compagine irpina diventa, in pochi anni, la squadra simpatia.

    Il “Partenio”, lo stadio di Avellino , appare ogni domenica gremito in ogni ordine di posto.

    La salvezza è lo scudetto dei biancoverdi che arriva, puntuale, ogni anno grazie anche all’intuizione dei dirigenti abili a scovare campioni. Del calibro di TacconiVignolaJuaryLimidoBertoniBenedettiDe NapoliColombaAlessioBarbadillo.

    Nel 1980/81 l’impresa diventa ancor più memorabile se si pensa che prima una penalizzazione di 5 punti per la vicenda del calcio-scommesse e poi il terribile terremoto del 23 novembre, rendono più difficile il cammino dei lupi.

    Il migliore risultato l’Avellino l’ottiene nel 1987, quando, con 30 punti, sfiora la zona Uefa.

    L’anno successivo accade ciò che nessuno si aspettava.

    Dopo un girone di andata pessimo, in cui la formazione guidata da Vinicio riesce a mettere insieme la miseria di 9 punti, non basta un ritorno a grande ritmo per salvare il sodalizio dalla retrocessione, che si concretizza a San Siro contro l’Inter. Il fenomeno calcio ad Avellino sembra ridimensionarsi.

    E’ questo il decennio in cui l’Italia intera scopre la provincia irpina, con il suo patrimonio naturale e la sua ottima gastronomia, a cominciare dai vini Docg, quali Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo.

    Anche grazie al calcio l’intera economia locale conosce un periodo di crescita.

    Dopo alcuni campionati di serie B, nel 1992 la squadra precipita in C.

    Nel 1995, grazie al ritorno di Antonio Sibilia, lo storico presidente della serie A, l’Avellino riesce ad ottenere la promozione che però viene vanificata l’anno successivo con l’immediato ritorno in terza serie.Antonio Sibilia

    Per rivedere la cadetteria bisognerà attendere il 2003, quando è Salvatore Vullo l’artefice della promozione.

    L’anno dopo c’è il boemo Zeman in panchina. In Irpinia si sogna, ma la realtà dice di nuovo serie C. Una sola stagione di purgatorio ed ecco una nuova impresa targata Cuccureddu e Oddo: la finale play-off contro il Napoli vede gli irpini prevalere davanti a quasi 30.000 spettatori.

    Una sciagurata stagione in serie B e, puntuale, arriva una nuova retrocessione, con in panchina Franco Colomba, non senza polemiche.

    Dopo un altro lungo periodo travagliato, i lupi tornano in B nella stagione 2013-2014

    Leggi anche:  https://avellino.zon.it/ritorno-al-partenio-mini-abbonamento/.

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