L’Avellino camaleontico non sfonda: pari con la Cremonese

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Un Avellino intraprendente come da tempo non si vedeva impatta contro la Cremonese e un po’ di malasorte: solo 0-0 in una gara che l’Avellino avrebbe ampiamente meritato di vincere

Uno 0-0 del quale non ci si può lamentare: tra alcune assenze e la sfortuna, l’Avellino continua il suo percorso di risalita con il terzo risultato utile consecutivo, terzo risultato utile non solo dal punto di vista della classifica, ma anche da quello della prestazione, ancora una volta positiva.

FORMAZIONI – Molina assente per squalifica e allora Novellino fa di necessità virtù schierando inizialmente un 4-1-4-1 con un centrocampo che un paio di tifosi hanno ottimamente definito come “centrocampo 3D” con De Risio, D’Angelo e DI Tacchio ad agire nel mezzo. Prima da titolare per Gavazzi dopo il rientro, con lui e Bidaoui che sono pronti a supportare Castaldo unica punta. Trequartista dietro le due punte per Tesser, con Castrovilli che va dietro Brighenti e Paulinho.

Avellino, Cremonese, Formazioni
Formazioni iniziali della gara tra Avellino e Cremonese, conclusasi con il punteggio ad occhiali

PRIMO TEMPOPrimo tempo che si divide in due spezzoni. Nella prima parte di frazione, le due squadre si studiano con la Cremonese che fa più possesso palla e con l’Avellino che talvolta riparte a folate, come al 13’ quando un movimento di Gavazzi libera D’Angelo al tiro fruttando un calcio d’angolo. Al 18’ Novellino costretto al cambio forzato dato l’infortunio, probabilmente di natura muscolare, occorso a Gigi Castaldo, che lascia il posto ad Asencio. Da qui la partita cambia totalmente faccia, al pari dell’Avellino. Gavazzi svaria sul fronte di attacco e trova la posizione giusta a ridosso di Asencio e dunque si passa dal 4-1-4-1 o 4-3-3 iniziale al 4-2-3-1 con D’Angelo che si defila sulla destra. Qui nasce il dominio Avellino, che trova sfogo in un colpo di testa di D’Angelo ed un sinistro in corsa di Gavazzi che si trova a meraviglia con Asencio: due occasioni su cui si esalta Ujkani. Nota di colore al 35’, quando un tiro di Di Tacchio viene contrastato da Mariano Arini: nessuno si fa male, tranne che il pallone che scoppia, nel senso letterale. Un minuto dopo, rovesciata di Asencio che sorvola la traversa. Nulla più e duplice fischio di Di Paolo, che esce tra il coro “buffone” (causa direzione arbitrale discutibile) e gli applausi per un Avellino molto intraprendente.

SECONDO TEMPOSi ricomincia senza cambi e con lo stesso canovaccio di quando si era chiuso il primo tempo: Avellino all’attacco con l’ennesimo stacco di testa di Asencio che va fuori, stesso esito per la percussione dello spagnolo che avviene al 56’, conclusa con un destro svirgolato. Cremonese che di tanto in tanto prova ad affacciarsi, complice anche qualche errore tecnico avellinese. L’unica cosa che manca è quel guizzo che possa portare i Lupi in vantaggio, che sarebbe ampiamente meritato per quanto fatto sino alla metà della ripresa. Per la Cremonese esce Castrovilli ed entra Piccolo, subito pericoloso con un sinistro che si spegne alto. A proposito di spegnersi, a farlo è Gavazzi, meno partecipe; si accende però Bidaoui. Al 71’ viene lanciato da Marchizza, salta un paio di avversari, rientra e serve D’Angelo, da questi a Laverone che spara alto: altra azione corale, altra occasione per l’Avellino. Due minuti e ne arriva un’altra con Bidaoui che salta in dribbling tre uomini, neanche fossero birilli, e cerca di servire Asencio nel mezzo, in leggero ritardo all’appuntamento con il gol. Gol che alla fine non arriverà.

FINE GARA – Termina la gara e applausi per Novellino, che allarga le braccia come a dire che più di questo non si poteva fare. Applausi a scena aperta all’uscita anche per l’ex indimenticato Attilio Tesser, che lascia il campo circondato dall’intaccabile affetto della tifoseria irpina.

ANALISICome giudicare questa gara: assolutamente positiva. È piaciuto l’Avellino camaleontico, plastico che cambia in base all’andamento di gara: il passaggio al 4-2-3-1 per poco non è risultato fatale alla Cremonese che a lungo non ha saputo riorganizzarsi difronte al nuovo assetto dell’Avellino. Il centrocampo 3D, costituito da tre giocatori che fanno della grinta il loro punto di forza, ha retto alla grande, quasi annichilendo la fase offensiva ospite e favorendo la propria. Bene Gavazzi, ma non benissimo Asencio, che ha difettato solo in fase di finalizzazione, complice anche un po’ di sfortuna. Prestazione positiva perché si era alla ricerca di continuità di gioco e risultati e su questo aspetto non si può che essere soddisfatti, dato che una squadra priva di alcuni giocatori fondamentali, l’Avellino, si è trovata avanti una delle squadre più rocciose della categoria. Per utilizzare un gergo di un altro sport, quello della boxe, ai punti l’Avellino avrebbe meritato ai punti. La strada è quella giusta, bisogna continuare così e nulla ci si può precludere.