L’Avellino vince a Bologna, ma la finale è rossoblu



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Partita al cardiopalma per l’Avellino, che vince 3-2 al Dall’Ara nella semifinale di ritorno dei playoff, ma deve cedere il passo agli Emiliani in virtù del peggior piazzamento in classifica: non basta una straordinaria doppietta di Trotta

Difficile ma stimolante la gara che aspetta l’Avellino, chiamato a ribaltare il verdetto emesso quattro giorni fa dal “Partenio-Lombardi” (sconfitta di misura, 0-1). I Lupi devono vincere con due gol di scarto se vogliono ambire, ancora, al raggiungimento della Serie A, e per farlo, Rastelli cambia il volto tattico della squadra: 4-4-2. Frattali tra i pali, sulla destra, out Almici, c’è Bittante. Vergara a sostituire lo squalificato Pisacane, accanto al compagno di reparto Ely. Sulla fascia mancina, spazio a Visconti. A centrocampo Kone assieme ad Arini a fare da diga centrale, corsie laterali presiedute da Regoli e Zito. Fase offensiva affidata al duo Mokulu-Trotta.

Nel Bologna tutto confermato, in campo col 4-3-1-2. Rispetto al match d’andata non ce la fa l’ex Maietta, che cede il posto al giovani Ferrari mentre Buchel deve farsi da parte per il rientro a pieno regime di Krsticic, che agisce sulla trequarti, con il conseguente arretramento di Laribi sull’interno sinistro. In avanti fuori Mancosu e dentro Acquafresca, al fianco di Sansone.

Cornice delle grandi occasioni al Dall’Ara, con oltre 20mila spettatori sugli spalti. Nel settore ospiti è quasi sold-out, con oltre duemila supporters irpini, che, durante tutto l’arco della gara, hanno incitato a gran voce i Lupi con coreografie mozzafiato, tanto da meritare l’applauso di tutto il tifo felsineo.

Spettacolo straordinario in campo sin dalle prime battute, con l’ Avellino che parte fortissimo. Al primo affondo, infatti, passa in vantaggio. E’ il settimo minuto quando Zito si propone sulla fascia e mette un cross teso in mezzo, su cui si piomba Trotta che, di sinistro, trafigge Da Costa.

Il Bologna accusa il colpo. È l’ Avellino a dettare i tempi di gioco, ma un errore difensivo accende il contropiede felsineo. Al 19′, infatti, il Bologna riporta in parità il match. Krsticic verticalizza ed Acquafresca, a secco da Dicembre, insacca con un diagonale da grande attaccante l’ incolpevole Frattali.11287351_1073055136056168_427162904_n

Esplode il Dall’Ara. Il Bologna, adesso, fa paura. E sfiora il raddoppio in più di una occasione con Sansone ed Acquafresca. Ma Frattali c’è e dice no salvando il pareggio e tenendo i Lupi in gara.

Ma l’Avellino è duro a morire. E al 45′, proprio sul gong, Regoli serve un pallone d’oro per Trotta che al centro dell’area e di spalle si gira e scaglia un fendente mancino imparabile! Da Costa è ancora una volta battuto.

Apoteosi nel settore ospite, con i tifosi biancoverdi indiavolati. Lupi negli spogliatoio in vantaggio per 1-2. Ma non basta per passare ed andare in finale. Serve una vittoria con due gol di scarto. Altri 45 minuti da vivere tutti di un fiato.

Si arriva alla ripresa, dunque. Acquafresca non ce la fa. Rossi manda in campo Cacia. Rastelli non cambia. Si parte e l’Avellino già spinge. Il Bologna ha paura e si vede.

Ma al 5′ accade l’imponderabile. Lancio lungo della difesa bolognese in avanti, Frattali sembra fare suo il pallone ma, da solo, al limite dell’area, ciabatta il pallone. La sfera finisce sui piedi di Cacia. Un pallonetto dai 30 metri e la frittata è fatta. L’attaccante insacca e ringrazia. Il portiere irpino, protagonista positivo della prima frazione, autore di grandi parate, deve raccogliere la palla in fondo al sacco per un suo madornale errore.

C’è ancora tempo. Un tempo per la precisione, per riportarsi avanti e sognare ancora. Rastelli tira fuori Regoli per inserire Almici. Rossi si copre togliendo un trequartista ed inserendo il difensore Maietta. Il Bologna con le pretese da grande squadra, gioca da provinciale. Difesa a 5, dunque, per i Felsinei.

Rastelli prova a scardinarla inserendo Castaldo e Comi, al posto dell’infortunato Zito e dell’evanescente Mokulu.

Il cronometro scorre via inesorabilmente. Esauriti i cambi (e anche le forze) l’Avellino sembra spegnersi pian piano, rendendo sempre più fragile la fiammella della speranza della finale.

Fino a quando, all’ 85′, Kone, su una palla sporcata dalla difesa rossoblù, pesca il jolly. Tiro al volo dai 25 metri che, potentissimo, si infila sotto l’incrocio dei pali. Cala la paura, ora, sullo stadio Dall’ Ara.

Cinque minuti più recupero. Un altro gol. Solo uno. Ancora uno. Ci prova Trotta subito, con un diagonale che va fuori di un niente. Il Bologna è alle corde.

Quello che poteva essere il coronamento di un sogno per l’ Avellino, si infrange sulla traversa al 45′.

Sponda di Comi, che di testa innesca Castaldo. Grande giocata del bomber irpino: stop e tiro che si stampa sulla traversa a as avellino 1912Da Costa battuto. L’Avellino, a un cm dal sogno finale, viene stoppato da una maledetta traversa. Sono in tanti, tra i tifosi biancoverdi meno giovani, a fare il parallelo con un’altra traversa malevola, quella colpita da Bertoni a San Siro contro l’Inter nella stagione 1987/88, che poteva regalare la salvezza all’Avellino e che, invece, ne decretò la retrocessione, ultima partita in serie A dello storico decennio irpino tra i grandi del calcio nazionale. Finisce così: 2 a 3.

Il cuore dell’Avellino, dunque, non è bastato e nemmeno sono servite una prestazione maiuscola dell’intera compagine di Rastelli. Lacrime e applausi a scena aperta da parte di tutto lo stadio per i Lupi, costretti ad abbandonare il sogno proprio sul filo di lana.

Purtroppo, la legge dei playoff di Serie B è questa. Non conta il maggior numero dei gol segnati in trasferta a parità di reti nel doppio confronto. A decidere, viceversa, è il piazzamento in classifica, quello che recitava Bologna terzo e Avellino ottavo, ultima squadra ad avere avuto accesso alla post-season. Una differenza che al Dall’Ara, nel ritorno della semifinale, non si è vista affatto. Anzi.

Ci riproveremo l’anno prossimo, questa è una certezza. Gli ingredienti per il grande salto sembrano esserci tutti: un gruppo competitivo e ormai collaudato, un tecnico all’altezza e legato all’ambiente e ai colori biancoverdi, una dirigenza capace e assennata e “last but not least” una tifoseria commovente per passione e attaccamento alla squadra. ORA E SEMPRE: FORZA LUPI, FORZA AVELLINO.

L’Italian Sport Awards, evento nazionale giunto alla quinta edizione che intende premiare le società e i professionisti italiani che si sono contraddistinti durante la stagione nelle rispettive categorie sportive nazionali di appartenenza, ha attribuito ben quattro riconoscimenti all’A.S. Avellino 1912. Al “Gran galà dello sport italiano” (serata condotta da Franco Lauro, giornalista Rai), in programma per questa edizione ad Albanella (Sa) il prossimo mercoledì 3 giugno alle ore 20, sarà presente il presidente Walter Taccone il quale ritirerà il premio assegnato all’Avellino,
“Miglior squadra solidale rivelazione dell’anno” per essersi distinta sia per i risultati ottenuti, sia nelle iniziative legate al sociale. Saranno premiati tre tesserati biancoverdi che hanno ricevuto maggiori preferenze nelle rispettive sezioni riservate alla Serie B 2014-2015: Massimo Rastelli “Miglior giovane allenatore dell’anno” Luigi Castaldo “Gol più bello dell’anno” (la rete in rovesciata segnata in Ternana-Avellino 2-2) Beniamino Pescatore “Migliore addetto stampa dell’anno”.

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