Laviano: esempio di turismo “green” per l’Irpinia



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Laviano

Una giornata con “Italia Nostra x Laviano” alla scoperta del piccolo comune salernitano. Un esempio di turismo “green” per l’Irpinia

Era la settimana santa, quando il mio amico Francesco Roselli mi suggerì una bella escursione per il giorno di Pasquetta: sentieri per le montagne di Laviano, ponte tibetano, castello e ristorante.

Inizialmente ero scettico, specialmente per le condizioni meteo, ma col passare dei giorni erano in netto miglioramento e così decisi di andare a Laviano, piccolo comune della provincia di Salerno ma a pochissimi chilometri dall’Irpinia, e dopo capirete perché.

Arrivo al punto d’incontro, che è il villaggio degli ex prefabbricati in legno post sisma del 1980 (dato che Laviano è stato uno dei comuni più duramente colpiti dal terremoto, ndr), dove ci aspetta Nora Scirè, architetto per la Soprintendenza di Avellino, Benevento e Salerno, ma che in questo caso era nelle vesti di presidente dell’associazione “Italia nostra x Laviano“, che già da qualche anno propende per un turismo intelligente, senza fare voli pindarici…

Senza raccontare il sentiero, comunque stupendo, che percorriamo tra le montagne, ad un certo punto vediamo dall’alto il castello di Laviano con relativo ponte tibetano.

LavianoEbbene sì, mai nome fu più azzeccato: ho avuto modo di constatare la pubblica utilità, non solo per collegare una parte della montagna al castello, ma per far vedere immagini spettacolari del vallone delle Conche, un’altra attrattiva di questo comune.

Perché un esempio per l’Irpinia? Un ponte in acciaio lungo circa 90 metri e che attrae per il suo fascino migliaia di persone è stata un’intuizione geniale, anche e soprattutto per il nome che gli è stato affibbiato.

Dalle montagne al castello, di epoca medievale, che ha urgente bisogno di lavori, ma siamo sicuri che l’associazione già menzionata, di concerto con gli enti proposti, troverà la soluzione giusta per ridare lustro al maniero.

Infine la possibilità, d’estate, di andare nelle acque del vallone delle Conche, muniti di muta, per assaporare il gusto della natura, in un luogo mozzafiato, molto simile all’Irpinia, che si poteva vedere eccome da Laviano.

Basti pensare che dal punto panoramico si potevano scattare foto del santuario di Materdomini di Caposele e la vetta ancora innevata della montagna che sovrasta Calabritto.

Che dire, gli spunti ci sono, ma quale petrolio e pale eoliche, le vere risorse sono sotto il nostro naso e molto spesso neanche ce ne accorgiamo.

Un sentito ringraziamento all’associazioneItalia Nostra x Laviano” per la disponibilità dataci per tutto il percorso, e mi verrà perdonato se avrò dimenticato qualcuno e/o qualcosa.

Per ogni informazione utile su una bellissima zona prospiciente la nostra cara Irpinia, eccovi il link:

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