domenica - 29 Gennaio 2023
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    Le quota rosa nelle pubbliche amministrazioni e la chimera della parità di genere

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    Parità di genere – Alcune vicende di questa provincia, a distanza di pochi giorni, fanno riflettere sul valore della quota rosa nelle giunte comunali e in alcuni casi lasciano l’amaro in bocca rispetto all’assenza di un ragionamento paritario alla base

    Quota Rosa – Parto da una premessa: conosco bene l’argomento, essendo un assessore. Più volte mi è capitato, in verità, di sentirmi dire Che bella ragazza, giovane, sei assessore alla cultura? e con un certo orgoglio ho elencato le mie deleghe al bilancio, patrimonio, tributi e contenzioso, anche perché le ho guadagnate a fronte di un impegno politico e di un discreto riscontro elettorale. Detto questo, non voglio entrare nel merito della “preparazione” delle mie colleghe coinvolte nelle vicende che richiamerò (non le conosco), ma ritengo che ogni tanto vada fatta sentire la propria voce sull’uso vacuo e strumentale della “parità di genere”.

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    Dico anche che sono favorevole alle quota rosa, perché senza questo strumento (che, ovviamente, auspichiamo tutte diventi inutile prima o poi) in molti casi non saremmo nemmeno prese in considerazione e fino a quando a muovere le fila di candidature e nomine saranno gli uomini, ritengo che sia necessario imporre un ragionamento paritario. Questo, a mio avviso, nulla toglie alla scelta di donne preparate, pronte ad impegnarsi, qualificate.

    La prima vicenda, quella del comune di Aiello del Sabato, la dice lunga sul mio pessimismo rispetto alla “naturale propensione alla parità”. Un giunta azzerata dal Tar Salerno perché nominata in violazione della legge 56/14 sulla parità di genere, in virtù della quale nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento. Il “rimedio”, poi, lascia ancora qualche perplessità, se si pensa che si è nominato assessore esterno la moglie dell’assessore dimissionario.

    Questa vicenda ha, poi, acceso i riflettori sulla giunta addirittura del capoluogo di provincia, dove la parità era un optional che per un po’ è pure sfuggito! E così il sindaco corre ai ripari e nomina una assessore, esterno, direttamente dalla Puglia, per ricoprire un fantomatico “assessorato alla promozione del Brand Avellino“. A riprova che, se oltre ad essere donna sei giovane e piacente, l’assessorato deve essere leggero e frizzante. Povere noi (ribadisco, senza nulla voler togliere alla professionista scelta)! Sono queste le vicende che suscitano le critiche più feroci contro le quote rosa, soprattutto da parte delle donne, perché ne viene fuori un utilizzo falsato, che ha poco a che vedere con il costituzionalmente tutelato diritto di ogni essere umano alla piena realizzazione di sé, senza ostacoli. Così tocca fare un lavoro doppio a chi qualche ostacolo lo ha saltato, perché dovrà dimostrare di essere parimenti in grado di portare avanti l’incarico.

    In questo susseguirsi di notizie poco gratificanti per noi donne (e non solo), mi sento di dire che va in controtendenza quella relativa al Comune di Santa Paolina, dove diventa vice sindaco e assessore Noemi Aurisicchio per un democratico turn over che intende premiare tutta la maggioranza impegnata nell’amministrare il piccolo comune virtuoso. E pensare che Santa Paolina nemmeno ce li ha i famosi 3000 abitanti!

    Insomma, la parità di genere deve essere in primo luogo di opportunità, anche se questo per molte di noi significa dover far quadrare diversi ruoli. Una riunione di partito alle ore 20 non mi ha mai spaventato, così come una giunta o un’udienza alle ore 13, ma non nego che ha significato per me – e non anche per il mio omologo di sesso maschile – dover organizzare la famiglia. Ma gli spazi di decisione, di discussione, di lavoro devono vederci protagoniste, affinché nessuno ci consideri come una mera “quota”, accessoria, da garantire solo se obbligatoria. Nemmeno io penso che l’essere donna in quanto tale sia garanzia di professionalità o di dedizione, ma sono fermamente convinta che ci sia la stessa possibilità di trovare persone adatte a ricoprire dei ruoli tra i due generi, basta non fare scelte sessiste.

    CONTINUA SU AVELLINO ZON

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