Le sardine d’Irpinia inaugurano le assemblee nelle aree interne



0
cassano irpino

Il 23 dicembre si è tenuta la prima assemblea delle sardine nelle aree interne, proprio a Cassano Irpino, roccaforte della Lega nel sud Italia

Si sono incontrate a Cassano Irpino, il 23 dicembre, le “sardine d’Irpinia”, gruppo nato sulla scia del movimento che ha attraversato l’Italia negli ultimi mesi partendo da Bologna, per portare in piazza le voci di chi crede nella solidarietà, nella libertà di pensiero, nell’uguaglianza sociale e si riconosce nell’antifascismo e nei valori costituzionali. Hanno scelto il paese salito alle cronache, suo malgrado in verità, per essere la roccaforte della Lega nel sud Italia.

La data scelta, a ridosso della Vigilia di Natale, non ha permesso di raccogliere la folla che avrebbe dato un segnale di forza, ma l’iniziativa aveva un taglio diverso dal flash mob organizzato nel capoluogo e, come prima assemblea nelle “aree interne”, ha raggiunto una buona affluenza.

L’obiettivo degli organizzatori, Mariachiara Nazzaro, Stefano Iannillo e Claudio Petrozzelli, presenti nella sala, era quello di avviare una serie di appuntamenti nei paesi della provincia sui temi che in qualche modo rappresentano un programma ideale di questo gruppo, che non vuole essere definito movimento, né vuole diventare partito. Si discute, quindi, di spopolamento, di crisi dell’industrializzazione, di ambiente, di questione meridionale e giovanile, attraverso interventi spontanei e proposte scritte. I presenti hanno età, esperienze politiche, formazione molto eterogenee e questo, in realtà, potrebbe essere un valore aggiunto in questa fase storica.

Avellino

A chi, tuttavia, ha un’esperienza politica alle spalle e magari proviene proprio dalle assemblee di sezione, che fino a qualche anno fa servivano da collante tra le proposte politiche e la cittadinanza, questa gestione ancora molto destrutturata e “a braccio” delle sardine suscita qualche perplessità, soprattutto rispetto al peso che potrà effettivamente avere sul voto. Il gruppo nasce, indubbiamente, per dare una risposta all’inarrestabile avanzata della “politica della paura e dell’odio“, come la definisce Stefano Iannillo, ed in quel di Bologna ha avuto la connotazione anche dell’anti-salvinismo, ma non bisognerebbe avere timore rispetto a delle precise prese di posizione politiche (anche se non partitiche).

Il rischio è, altrimenti, quello di svanire prima ancora di avere l’opportunità di cambiarlo, questo paese. Le piazze piene ci hanno ricordato che esistono tanti italiani, soprattutto giovani italiani, pronti a fronteggiare l’avanzata del razzismo, dell’anisemitismo, del patriottismo fine a se stesso, dell’omofobia, del qualunquismo politico. Se, tuttavia, i valori di questi italiani non confluiranno anche in una scelta elettorale, sarà difficile tradurli in iniziative di legge, in interventi a favore delle fasce deboli, in iniziative a sostegno delle aree interne. Il percorso è impervio, non c’è dubbio, proprio per l’eterogeneità delle sardine e la mancanza di unitarietà a sinistra, ma il confronto sembra un buon inizio.

Leggi anche