Libera, al via la seconda edizione della “Scuola di legalità”



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L’associazione contro le mafie “Libera” dà il via alla seconda edizione della “Scuola di legalità: formazione civile per organizzare l’indignazione e la speranza

Ci sono incontri nella vita ai quali, inevitabilmente, non si può rimanere indifferenti. Ci sono persone che una volta incontrate, e ascoltate parlare, lasciano i segni indelebili del loro passaggio. Tra queste, soprattutto, tendiamo a ricordare quelle della nostra giovinezza, quelle degli anni della nostra formazione. Spesso inconsapevolmente il nostro pensiero va a loro, le nostre azioni dipendono da loro, le nostre idee sono figlie delle loro.

Questo “Libera” lo ha capito bene. L’associazione contro le mafie nata nel 1995, giunta dunque al 21esimo anno di attività sull’intero territorio nazionale, ha deciso infatti di rivolgersi nella maniera più diretta possibile ai giovani in età scolastica.

In particolare  la sezione di “Libera” di Avellino, in collaborazione con la Camera di Commercio del nostro capoluogo, ha dato il via alla “Scuola di legalità”: formazione civile per organizzare l’indignazione e la speranza.

Giunto alla sua seconda edizione, il progetto prevede una tabella di 10 appuntamenti dove gli studenti, quelli maggiormente interessati dell’ultimo triennio,  potranno prendere coscienza sulla realtà dei fenomeni mafiosi, ma allo stesso tempo formarsi per diventare parte attiva per la lotta ad essi.

Non soltanto lezioni frontali, ma anche dibattiti e laboratori. A confrontarsi  saranno varie personalità che conoscono il fenomeno mafioso o che  hanno provato  sulla propria pelle cosa questo possa significare; magistrati, docenti universitari, familiari di vittime innocenti della criminalità organizzata.

Gli incontri si svolgeranno ogni giovedì, fino al 5 maggio, dalle 15:30,  presso la sede della Camera di Commercio in piazza Duomo. Dunque largo spazio ai giovani, ma l’iniziativa è rivolta a tutti i cittadini che vogliano mettersi in gioco o semplicemente comprendere il grande lavoro che “Libera” porta avanti ogni giorno con passione.

Il  primo appuntamento, del 24 febbraio, è servito da presentazione a quelli futuri, ma soprattutto ne è stato la spinta propulsiva. A illuminare la sala sono state le parole di don Marcello Cozzi, responsabile nazionale del servizio “S.O.S Giustizia”lo sportello che  fornisce assistenza ed orientamento a tutti coloro che si trovano in una situazione di disagio e , in modo particolare, alle vittime di usura ed estorsione del racket, nonché ai testimoni di giustizia e alle vittime di fenomeni corruttivi.

Brillante anche l’intervento di Francesco Iandolo, referente provinciale di “Libera”. Presente inoltre Costantino Capone, presidente della Camera di LiberaCommercio di Avellino, che ha reso possibile la collaborazione.

Il messaggio fondamentale lanciato durante l’incontro è stato quello della necessità di indignazione di fronte ai fatti di mafia, della speranza nel cambiamento, ma soprattutto che queste siano organizzate. Fare rete tra cittadini, fare formazione, portare avanti progetti concreti. Solo questo potrà arginare i meccanismi di illegalità e trasformare la paura in coraggio.

Non è più tempo di dire semplicemente che siamo indignati – afferma don Cozzi – Davanti allo strapotere che sembrano avere le organizzazioni criminali nel nostro territorio, davanti all’arroganza che hanno questi signori, non è più sufficiente  dire che siamo indignati e poi non cambia niente, perché il cambiamento lo aspettiamo sempre dagli altri, se l’indignazione si ferma lì diventa un piangersi addosso.

Anche la parola speranza è importante, è quella che più ricorre nei momenti di sconforto, ma portare speranza non significa camuffare la realtà, non significa far finta che intorno a noi certe cose non succedano. Portare speranza significa iniziare a parlare con chiarezza, significa denunciare le cose che non vanno, significa difendere i diritti e la dignità di ognuno. Libera è lo strumento per organizzare l’indignazione e la speranza“.

La risposta di Avellino e provincia all’iniziativa è stata assolutamente positiva. Afferma, infatti, Iandolo: “Quest’anno ci siamo proposti con una nuova formula. Abbiamo chiesto agli istituti scolastici di aderire e di indicarci alunni particolarmente interessati ad aderire. Quindi invece di andare nelle scuole saranno loro a partecipare ogni settimana agli appuntamenti del nostro calendario. Sono già 10 quelle che vi hanno aderito. La nostra missione è quella di formare animatori di legalità, quindi fare in modo che al termine di questo percorso i ragazzi abbiano tutti gli strumenti necessari per impegnarsi e prendere parte alla cultura della legalità diffusa. Questo è un nostro dono alla città, le porte sono aperte a tutti i cittadini“.

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