Fare editoria in Irpinia, la sfida de “Il Papavero”



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Fiera del libro

“Il Papavero”, casa editrice made in Irpinia lancia una sfida alla crisi del settore. L’intervista 

Si parla ormai da tempo in Italia di crisi del settore editoriale e le problematiche sembrano aumentare quando dalle grandi aziende si passa a parlare di media e piccola editoria. Abbiamo perciò deciso di confrontarci con i veri protagonisti in questo campo, gli editori, prediligendo una casa editrice tutta made in Irpinia. Si tratta di “Edizioni Il Papavero”, di Donatella De Bartolomeis.

Nata nel 2010, dopo soli sei mesi era già al Premio Strega con il libro di Gerardo Pepe, Francesco è pronto e sposerà Tina Tarner e ci ritornerà nel 2014 con la mia ora di vento.

In otto anni, non si è limitata a stipulare un contratto con un distributore nazionale, ma ha portato materialmente i suoi libri in tutta Italia, e anche all’estero. Si veda Lucerna, o la California con Maria Laura Ferrera e presso il consolato in Australia e a Oxford con il dott. Giovanni Savignano.

Ha pubblicato anche libri di autori noti a livello nazionale come Alvaro Piccardi, Aldo Masullo, Bruno Venturini, Corrado Taranto, Gianni Mauro dei Pandemonium e ha avuto prefazioni preziose come ad esempio quella di Pippo Baudo per Venturini e Valerio Caprara e Cecchi Paone per Il maestro di Don Giovanni di Vincenzo Castaldo.il papavero

L’intervista

Com’è iniziata la sua avventura con “Il Papavero” e qual è stato inizialmente il riscontro nello scenario irpino?

“Nonostante da anni si parli di crisi dell’editoria e di disoccupazione, la mia avventura è iniziata quando decisi di licenziarmi da un posto a tempo indeterminato per seguire un sogno. Ho scelto di credere in me stessa e in un futuro professionale da coronare nella nostra terra. Mi è capitato, agli inizi, che qualcuno scommetteste sul mio fallimento, che guardasse a me come un’utopista. Questo certamente può capitare, può verificarsi in qualsiasi attività imprenditoriale, ma i miei libri, quelli no, loro resteranno e sfideranno il tempo e ogni crisi”.

Quali sono le scelte che in questi anni ha operato come editore per strutturare la sua casa editrice e imporla sul mercato?

“Le mie sono state scelte di valore. Le pubblicazioni, romanzi, saggi o poesia, sono selezionati anche in virtù dei messaggi insiti nel testo, perché come dice un mio autore, Virginiano Spiniello, nel libro La rivolta delle pecore, l’unica rivoluzione possibile è il salto e noi questa società la vogliano cambiare sul serio e vogliamo farlo attraverso la cultura. Inoltre credo fortemente che il cuore di un’azienda non sia la mente fredda e calcolatrice ma l’amore che l’alimenta, l’umanità che sta nelle sue fondamenta. Proprio questo, infatti, mi ha portata come editore a porre maggiore attenzione su tematiche riguardanti il sociale.

Come  il progetto per i bambini ipovedenti strutturato con l’ausilio del dott. Antonio Gengaro e dello staff del Centro Australia, che “Il Papavero” presentò alla Camera dei Deputati e che venne poi esteso agli ipovedenti di ogni età.

Inoltre proprio da quest’anno è stata data la possibilità di una lettura semplificata anche ai ragazzi dislessici, idea partorita grazie al prof. Felice Corona dell’università di Salerno e sperimentata a partire dal suo libro Prosocialità, tecnologie inclusive e progettazione universale nei disturbi specifici dell’apprendimento, scritto con la dott.ssa Tonia De Giuseppe, per la collana Metodologie inclusive e corporeità didattiche dell’Università di Salerno.

L’obiettivo è quello di realizzare libri su misura per abbattere ogni barriera.

Il 2018 è ormai alle porte, quali saranno le novità?

“Con il nuovo anno vedranno la luce importanti romanzi, anche questi strettamente collegati a tematiche sociali. Come Le farfalle e i pescecani di Raffaele De Marinis, sulla prostituzione minorile e le trappole della rete e il Male di vivere della dott.ssa Silvana Grano, un romanzo forte, coinvolgente sull’anoressia.

Ci rivediamo nel 2018 e per questo Natale regalate un libro, perché regalerete amore, emozioni, libertà!“.

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