“Lottiamo insieme”: nasce così la polisportiva ASD Mercogliano 1999



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Questo è il motto che dà vita alla società polisportiva di Mercogliano. Appassionati, tesserati, anziani e bambini, tutti a sostenere questa novità assoluta. Volley, calcio, ciclismo e calcio a 5 femminile: gli sport che uniscono

“Perché a Mercogliano?” – Questa è la prima domanda che ho posto al vicepresidente e responsabile comunicazione dell’Associazione sportiva dilettantistica “Mercogliano 1999”, Giuseppe Salvio – “Perché è la mia città!” – una risposta precisa ed emozionante; è il senso di appartenenza, inoltre loro hashtag, alla base di questo disegno ormai divenuto concreto.

Ma come nasce?

“In origine esisteva la Castellana (in riferimento al borgo antico del paese, Capocastello), semplice squadra di calcio, successivamente ha mutato la denominazione in  ASD Mercogliano 2012 grazie ad un’ intesa iniziale con la deapotheker team, infine con la nascita della polisportiva il nome è divenuto l’attuale.

Come si nota, ha subito un cambiamento netto e crescente. L’introduzione del volley e del calcio femminile ed inoltre del ciclismo ha abbattuto ogni archetipo del solito calcio maschile. Uno dei prossimi obbiettivi è coinvolgere anche il basket”.

Chi da bambino non ha detto “posso giocare anche io?”.

È così che prosegue la mia chiacchierata con Giuseppe Salvio che mi offre vari spunti di dialogo… li raccolgo tutti e continuando tocchiamo alcuni aspetti fondamentali. Tra questi il fatto che la polisportiva nasce anche per ovviare a fenomeni di emarginazione, molto spesso dovuti ad ambienti poco sani, disseminati di slot machine.

Questo è uno dei primi concetti che Savio tiene ad esprimere. A differenza di questi, la società ha una propria sede, la descrivo brevemente: i colori dominanti sono il celeste ed il bianco, sulla parete all’ingresso compare il logo, difronte vedo un bancone da bar dove si può gustare addirittura un hot dog accompagnato da una birra ,tavoli e sedie di diversi stili e colori, una tv per guardare la squadra del cuore ed una vetrata dove si possono ammirare sciarpe dei tifosi, scarpini da calcio, foto e ricordi.

Infine un piccolo angolo dedicato ad un giovane membro scomparso. Non ci sono camerieri professionisti o barman, tutti collaborano in modo volontario seguendo dei turni precisi per far sì che la sede resti sempre aperta. È questo l’ambiente sano di cui probabilmente Mercogliano aveva bisogno.mercogliano

Salvio continua a raccontarmi  “lo sport che abbatte le barriere” soprattutto attraverso l’introduzione del calcio a 5 femminile, senza dubbio ciò che mi colpisce. Maggiormente in una realtà che vive di stereotipi, l’ASD ha saputo stravolgerli e puntare tutto sulla modernità.

Ed il ciclismo?

È questo il progetto sorto da un’ idea del presidente Antonio Sarti, che ha reso responsabile Ivano Cetta, un semplice appassionato di ciclismo, spinto da tante idee e soprattutto amore  per la sua terra e per il suo sport. “Ci sono tanti ciclisti a Mercogliano, tesserati magari in altri paesi, perché allora non creare un luogo comune?” – è questa l’idea che mi espone Cetta.

“Non è tutto così ovvio, le difficoltà ci sono – continua Salvio- Ma le superiamo tutte, grazie anche ai nostri sponsor, i quali sono per lo più attivitá ed aziende locali, aziende ed che ci sostengono molto”.

Inoltre i membri hanno incluso una campagna tesseramenti per chi voglia contribuire alla crescita di questo progetto, una somma simbolica che fa la differenza.

Purtroppo non esistono difficoltà unicamente economiche, la società non ha un proprio spazio per allenarsi, “Ci adeguiamo in attesa…”. Infatti la squadra di calcio ad 11 si allena ad Ospedaletto d’Alpinolo, il volley in una palestra scolastica ed il calcio femminile a 5 in un’altra struttura diversa.

La forza di volontà è tangibile, la passione è concreta, speriamo allora in un futuro energico per questa società che ha toccato mente e cuore di tanti.

A cura di Valeria Salsano

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