giovedì - 18 Agosto 2022
More

    Mercogliano, ordinanza di chiusura del sentiero Mamma Schiavona

    Ultime Notizie

    Mercogliano, l’ufficio tecnico ha disposto la chiusura del percorso religioso-turistico per le precarie condizioni di sicurezza

    È stato chiuso il percorso del sentiero “Mamma Schiavona”. A segnalarlo il consigliere comunale Giuseppe Graziano del Meetup di Mercogliano. 

    - Advertisement -

    L’ufficio tecnico ha disposto la chiusura del tratto, per la pericolosità. Il consigliere Graziano insieme ai cittadini del Meetup aveva già segnalato lo stato di abbandono.

    I pericoli lungo il percorso, sono la possibile caduta di massi sulla strada e il manto stradale dissestato. Privo di qualunque servizio di manutenzione. Sulla strada che pone in comunicazione il comune di Mercogliano, Ospedaletto D’Alpinolo con il Santuario di Montevergine.mercogliano

    Lo scorso 12 Ottobre a Mercogliano gli “Irpini della Capitale” erano impegnati nell’evento “Io sono Plastic Free”, ed hanno ripulito l’area dai rifiuti. 

    Il consigliere, ha invitato il sindaco Vittorio D’Alessio alla chiusura con transenne della via di accesso sia a monte che a valle. Con la speranza, che vengano disposte con urgenza le verifiche di sicurezza del sentiero rimuovendo e riducendo ogni pericolo.

    Ma bisogna capire, perché questo sentiero è così importante per i fedeli, che per tradizione salgono quel tratto per arrivare in cima a piedi. La storia ha sue radici lontane.

    Esse sono tutte belle, tranne una che è brutta e perciò fugge su di un alto monte, Montevergine”.

    Questa la frase che riporta il maestro Roberto De Simone, nella sua raccolta “Rituali e canti della tradizione in Campania”, su Mamma Schiavona.

    La Madonna Nera di  Montevergine protagonista di una festa che apre il ciclo campano dedicato alle “sette madonne ”. Come gran parte dei culti mariani, affonda le sue radici in arcaici riti precristiani legati al culto della Madre Terra e volti a propiziare un buon raccolto.

    Mamma Schiavona e la juta a Montevergine: le radici della sua storia.

    Secondo la leggenda la Madonna brutta, offesa, così giustifica la fuga: “… si jo song brutta allora loro hanna venì fino è cà ’n gopp a me truvà! (se io sono brutta, allora loro dovranno venire fino a quassù per farmi visita!)”.

    La festa della Madonna di Montevergine è l’unica che viene ripetuta durante l’anno perchè apre e chiude un ciclo che si conclude il 12 settembre.Irpinia

    I pellegrini che si recano in adorazione della Madonna, giungono di solito la sera precedente e sostano ad Ospedaletto d’Alpinolo. Da cui partiranno il mattino seguente per compiere la cosiddetta “sagliuta”: “Chi vo’ grazia ‘a Mamma Schiavona, ca sagliesse lu Muntagnone”.

    Juta a Montevergine

    Sia l’attesa che l’ascesa sono caratterizzate da tammurriate, che continuano per l’intera mattinata della festa sul sagrato del Santuario. Caratteristico è il canto che viene eseguito sull’antica “scala santa” della Chiesa: ad ogni gradino ci si ferma, un solista intona la proposta mentre il coro conclude.

    La “salita” intera conta di 23 gradini e tutta la scala rappresenta la stessa montagna. Alla fine del rito, si entra in chiesa e si esce dalla porta principale cantando col tamburo, senza mai voltare le spalle al quadro della Madonna.

    Particolarmente devoti, infine, sono i cosiddetti “femminielli”. Che ogni anno si recano a Montevergine, per il 2 febbraio, per rendere grazie alla loro Madonna prediletta, nella cosiddetta “juta dei femminielli “.

    Qui un nutrito gruppo, ogni anno rinnova la propria fede cattolica presentandosi in processione all’antica abbazia dove li aspetta Mamma Schiavona, la Madonna nera pronta ad accoglierli. Il rito si rifà ad un’antica tradizione secondo cui nel 1256, due giovani omosessuali furono scoperti a baciarsi e ad amarsi. Di fronte a questo evento l’intera comunità reagì denudando e cacciando dal paese i due innamorati che furono legati ad un albero sul Monte Partenio, in modo che morissero di fame o fossero sbranati dai lupi. La Vergine, commossa dalla loro vicenda e dal loro amore, li liberò dalle catene e permise alla giovane coppia di vivere apertamente il loro sentimento di fronte ad un’intera comunità che, attestato il Miracolo, non poté far altro che accettare l’accaduto.

    Ecco perché Madonna Schiavona viene acclamata da tutti i fedeli come “Colei che tutto concede e tutto perdona”.

    Leggi anche : La Zeza nell’inventario del Patrimonio Culturale Campano

    Latest Posts