Mercogliano, storie di donne che lottano per una libertà negata dal fato

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comunità accogliente- mercogliano

Un viaggio faticoso verso una terra lontana, il difficile percorso dell’integrazione: queste le storie di Anna e Blessing, due donne ospitate dalla Comunità Accogliente di Mercogliano

Una partenza organizzata in gran fretta, pochi oggetti in quel bagaglio fatto di paure e speranze nuove, una terra lontana e un unico desiderio: la libertà. comunità accogliente- mercoglianoQuesti gli ingredienti che accomunano le storie di Anna e Blessing, due migranti attualmente ospitate dalla “Comunità Accogliente” di Mercogliano (qui).  Ieri mattina presso il Circolo della Stampa di Avellino per la Giornata Internazionale della Donna (qui), c’erano anche loro, un po’ intimorite ma allo stesso tempo determinate e desiderose di farsi conoscere.

Siamo così abituati a sentir parlare di centinaia di migranti ogni giorno, che quasi ci dimentichiamo che dietro ogni centinaia di migranti, ci sono centinaia di nomi, storie e volti differenti. Anna e Blessing sono “solo” due e tuttavia hanno dimostrato di aver tanto da raccontare e tanto da poter donare agli altri. Con il loro italiano quasi sussurrato e incerto hanno provato a tradurre in parole fino a pochi mesi fa sconosciute, la loro sofferenza e le loro speranze.

Anna è arrivata dal Camerun in Italia circa 6 mesi fa. Ed è proprio su questo viaggio che si è soffermato il suo racconto. “Buongiorno a tutti e buona festa” ha esordito così, in modo semplice e onesto per poi intensificare le sue parole e assicurarsi l’attenzione di tutti i presenti. I problemi del suo paese d’origine l’hanno costretta a lasciar tutto e mettersi in viaggio. comunità accogliente- mercoglianoMa non è semplice, soprattutto per una donna, dover affrontare un viaggio così lungo da sola. Gli episodi di violenza e le molestie sui barconi rappresentano un ulteriore ostacolo che queste donne si trovano costrette ad affrontare nella loro fuga. Anna a modo suo ce l’ha fatta, travestendosi da “donna troppo vecchia”, infatti si è assicurata di non attirare troppo l’attenzione degli uomini. Il viaggio di Anna, come quello della maggior parte dei migranti è pervaso dalla paura di morire:

Ho pianto molto, ho pregato mio zio di non farmi morire, tutte le persone hanno pregato di arrivare vive.

Blessing è una nigeriana di 28 anni arrivata in Italia 5 mesi fa. La forte emozione non le ha impedito di raccontarsi e raccontare il profumo dei suoi sogni in Nigeria. Studiava per diventare una giornalista quando ha capito che in quel posto non avrebbe mai realizzato le sue aspettative di vita. Blessing è dovuta fuggire in gran fretta, per non morire. É scappata lasciando ciò che di più caro ha: suo figlio. Minacciata di essere uccisa dal suo compagno, questa donna ha affidato suo figlio ad una zia, con tanta amarezza nel cuore e la speranza di riuscire un giorno, a portarlo con sé.

Sono storie queste che ci aprono gli occhi verso una realtà così vicina eppure distante. Anna e Blessing sono donne come tante altre: che soffrono, lottano e sperano in un futuro migliore. Donne delle quali non possiamo far altro che ammirarne la forza e la determinazione che sfoggiano, inseguendo una libertà negata chissà per quale motivo da un fato avverso.