domenica - 7 Marzo 2021

Vaccino, oggi somministrate 1.815 dosi in Irpinia

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    Il Monte Cervialto, panorami di un’Irpinia da scoprire

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    Il Monte Cervialto è la vetta più alta dell’intera provincia di Avellino.
    Sorge nel territorio del Comune di Bagnoli Irpino, ma è allo stesso tempo terra di confine, punto panoramico sull’entroterra campano

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    Dalla vetta del Cervialto si può ammirare quasi la totalità del territorio irpino del Parco Regionale dei Monti Picentini, e volgendo lo sguardo in direzione di Calabritto, l’occhio si posa su alcuni dei comuni della provincia di Salerno.

    Il Cervialto, raggiungibile dalla piana del Laceno in pochi minuti, è uno di quei monti che, per rigogliosità della natura e per il panorama che la vetta regala agli escursionisti, attira un gran numero di amanti del trekking.
    Per raggiungerne la vetta si possono percorrere diversi sentieri, e quello probabilmente più comodo, ma anche più lungo, prende il via dalla zona chiamata Colle del Leone.

    Il Monte Cervialto, panorami di un'Irpinia da scoprire
    Il Monte Cervialto, panorami di un’Irpinia da scoprire

    Percorrendo il sentiero, andando alla scoperta del territorio irpino, accompagnato da Fabio Morrone – esperto conoscitore dei monti del Parco Regionale dei monti Picentini, e creatore dell’applicazione per dispositivi Android “Bagnoli Laceno”, una piccola guida turistica digitale -, da Federico Russo – appassionato di trekking – e da un gruppetto di altri escursionisti, abbiamo incontrato alberi dal fusto contorto, beneficiato di profumi incantevoli, goduto di aria pura e fresca.

    La stada da percorrere è agevole, ma priva di grandi punti panoramici, essendo per lo più circondata dal bosco. E’ alla fine del sentiero battuto, quando ci si appresta alla vetta, che la flora modifica il suo aspetto. Rarefacendosi il bosco, erba e rocce assumono un ruolo rilevante.
    Cambiando l’atmosfera, cambia anche la difficoltà del percorso: inerpicandosi verso le creste del Cervialto, la pendenza aumenta.
    In quest’ultimo tratto prima di raggiungere la vetta un gran quantitativo di farfalle riposava sulla corolla di fiori azzurri, un’evento particolare e interessante – soprattutto per gli appassionati di fotografia naturalistica.

    Superata la pendenza più elevata, seguendo le curve delle creste, è quasi immediato raggiungere la vetta vera e propria da cui, con sorpresa e stupore, si domina un’immenso spazio verdeggiante, punteggiato da piccoli e quieti comuni. Solo col calare della sera, quando il sole saluta da dietro le nuvole, si percepisce la quantità di insediamenti antropici intorno al Parco Regionale, potendosi contare – simbolicamente – le luci che illuminano i centri abitati.

    Sorge quasi spontaneo, però, interrogarsi sul perché, nonostante la bellezza dei monti che “popolano” l’Irpinia, soprattutto nel Parco Regionale dei Monti Picentini – dove il Lago Laceno è polo attrattivo per un turismo ancora in fase embrionale – non si sia sviluppato un sistema promozionale adeguato e degno delle bellezze naturalistiche custodite. La natura, che altrove è traino e strumento di promozione del territorio, c’è; ha indubbiamente fascino, eppure manca la capacità di sfruttarne a dovere le potenzialità.
    Sono ancora troppo pochi coloro che dedicano attenzione al patrimonio escursionistico irpino, e discorso analogo potrebbe essere fatto per quanto riguarda l’altro Parco Regionale, quello del Partenio.

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