Monteforte, a un anno dalla strage



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La strage del bus di Monteforte Irpino in cui persero la vita 40 persone: il ricordo dopo un anno

bus monteforteA un anno dalla strage del bus, avvenuta il 28 luglio del 2013 sul valico di Monteforte Irpino, le parole di una sopravvissuta scuotono il ricordo di quel giorno fatale.

«Se sono ancora qui lo devo a mio padre, lui ci ha salvati facendo scudo a me e mio figlio, che era seduto sulle mie gambe», così la sopravvissuta Annalisa Caiazzo cerca di ricordare la strage a un anno di distanza: mettendo al primo posto il ricordo del padre che l’ha salvata.

Infatti, la famiglia di Annalisa è stata l’unica a salvarsi per intero: lei, il marito e i due figli. Ricorda che la giornata aveva portato allegria a tutti i presenti su quel pullman e l’organizzatore per fare una sorpresa a una persona della comitiva decise di andare a Pietrelcina.

Da Pietrelcina poi nel viaggio di ritorno hanno preso quella “maledetta” A16 (valico di Monteforte Irpino). Dei 49 presenti sul pullman sono sopravvissuti solo 9 di cui: 5 adulti e 4 bambini.

La perizia tecnica che è stata redatta qualche giorno fa dai tecnici della Procura di Avellino, Alessandro Lima, Vittorio Giavotto, Andrea Demozzi e Lorenzo Caramma ha rivelato che ci sono forti criticità sulle condizioni dell’autobus e su quelle delle barriere dell’autostrada.

Il 17 luglio è stato aperto il processo civile che ha ordinato la custodia cautelare per il proprietario della “Mondo Travel” Gennaro Lametta e anche per due funzionari della motorizzazione civile di Napoli Antonietta Ceriola e l’ingegnere Vittorio Saurino che sta agli arresti domiciliari.

Pochi giorni fa, inoltre, la Procura di Avellino ha chiesto la proroga delle indagini di questa strage; cioè si dovranno aspettare ancora sei mesi prima di avere altre notizie. Intanto il Giudice deve decidere sulle condizioni di Gennaro Lametta, fratello di Ciro l’autista del bus anche lui morto nell’incidente, che è in carcere dagli inizi di luglio con l’accusa di omicidio plurimo colposo, disastro colposo e falso in atto pubblico insieme ai due della motorizzazione Ceriola e Saurino.

Dal carcere di Bellizzi Irpino il proprietario della società “Mondo Travel”, attraverso il suo legale Sergio Pisani, ha chiuso l’azienda, ha consegnato la partita IVA, ha rottamato l’ultimo pullman e si è dimesso dalla carica di presidente provinciale di Federnoleggio; forse una strategia che però non lo scagiona del tutto.

Intanto si aspetta il 18 settembre per iniziare il procedimento in sede civile del risarcimento danni.

Giovanni Nigro

(02/08/2015 ore 18:03)

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