Atti intimidatori al Comune di Monteforte, la solidarietà del mondo politico

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Vari attestati di solidarietà espressi da esponenti del mondo politico al sindaco di Monteforte Irpino Costantino Giordano e alla sua squadra, a seguito degli atti intimidatori che hanno interessato la comunità irpina

Durante il Consiglio comunale, convocato a Palazzo Loffredo a Monteforte, in seduta straordinaria ed aperto al pubblico, con un solo punto all’ordine del giorno, atti intimidatori perpetrati ai danni dell’amministrazione Giordano, parlamentari, consiglieri regionali, segretari provinciali e sindaci hanno espresso la loro più sentita vicinanza, condannando gli ignobili gesti di stampo intimidatorio subiti da chi si dedica con passione e competenza alla sana gestione della cosa pubblica.

E’ stato il sindaco Costantino Giordano ad aprire la seduta con la lettura del documento presentato al Prefetto di Avellino. Il sindaco ha evidenziato la gravità dell’azione, delle modalità usate, sottolineando che i vili gesti sono un attentato non solo contro la persona del primo cittadino e dei consiglieri ma contro tutta la cittadinanza. I fatti vergognosi registrati negli ultimi giorni, la cui matrice è ancora sconosciuta, sono opera di deliquenti che intendono incutere timore a chi svolge il proprio dovere, all’insegna dell’onestà e trasparenza. 

Giordano ha rinnovato la fiducia nelle forze dell’ordine, chiedendo al Prefetto di Avellino più controlli sul territorio, il potenziamento dell’organico della locale stazione dei Carabinieri, lo sblocco immediato della Caserma in loc. Santa Maria e la presenza sul territorio della GDF per il controllo delle attività produttive. E’ seguito l’intervento del Presidente del Consiglio Vincenzo Napolitano e dei consiglieri Katia Renzulli e Carmine Tomeo, destinatari delle minacce, Atti intimidatori al Comune di Monteforte, la solidarietà del mondo politico che hanno rinnovato l’impegno assunto, affermando con convinzione che il rispetto della legalità di un territorio non può essere messo in discussione da chi in modo vigliacco si presta a gesti censurabili, pensando di intimorire chi, con abnegazione, svolge il suo ruolo.

Hanno sostenuto la suddetta tesi numerosi esponenti del mondo politico e non intervenuti: il presidente del Consiglio Regionale Rosetta D’Amelio, i deputati Giuseppe De Mita e Valentina Paris, i sindaci Massimiliano Carullo, Ciriaco De Mita, Paolo Foti, Pasquale Giuditta, Pasquale Nunziata, Vito Pelosi, il vicesindaco di Domicella Sabatino Settembre, il segretario provinciale dell’Udc Giuseppe Del Giudice, il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Tony Della Pia, il segretario provinciale dei Comunisti italiani Giovanni Sarrubbi Don Aniello Manganiello, prete anticamorra.