Si è cercato di delineare il futuro dell’indotto castanicolo questa mattina a Montella con il presidente della Cia nazionale Secondo Scanavino che ha sottolineato l’importanza dell’Irpinia

L’incontro di questa mattina presso l’Azienda “Malerba Castagne” a Montella ha sostanzialmente tirato le somme per quanto riguarda tutto l’indotto che gira attorno alla castagna, più volte definita la Regina dei Boschi.

Una produzione che sta si sta riprendendo in alcune zone e potrebbe permettere un’inversione di rotta rispetto agli anni passati, ma c’è bisogno di prendere provvedimenti da parte delle istituzioni, anche per questo la presenza di alcuni addetti ai lavori.montella

Erano presenti il presidente nazionale della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) Secondo Scanavino, dal presidente Cia Campania Alessandro Mastrocinque, dal delegato all’agricoltura della Regione Campania Franco Alfieri, con i sindacati di categoria.

A fare gli onori di casa Salvatore Malerba, imprenditore della castagna da decenni, responsabile territoriale della Cia in provincia di Avellino e da sempre cultore del biologico.

Proprio Malerba insiste sulla risoluzione del problema principale, per quanto riguarda l’abbassamento di produzione e di qualità della castagna, dichiarando: “Se non interveniamo in modo fattivo perdiamo tutto”.

“Si rischia di far decollare le castagne straniere. – ha affermato l’imprenditore di Montella – Noi dobbiamo tutelare le nostre tipicità, dobbiamo fare un prodotto di alta qualità, trovare un metodo per fare un prodotto di qualità. Il mio punto di vista è che: con prodotti biologici, con strategie biologiche, dobbiamo tutelare le piante”.

L’importanza della castagna a livello nazionale viene sottolineata anche da Franco Alfieri, consigliere delegato all’Agricoltura della Giunta De Luce: “L’Irpinia rappresenta una realtà importante per l’Italia. Dobbiamo pensare insieme agli operatori e questa mattina faremo delle riflessioni ai quali la regione vuole dare una mano”.

La Regione Campania ha già fatto un grosso passo in avanti per quanto riguarda alcune leggi che creavano ostacoli ai produttori, uno su tutti è stato il cambio del castagneto da bosco a frutteto.

“Per superare il cinipide, che ha fatto perdere centinaia di posti di lavoro e la Regione Campania cercherà di riportare il comparto castanicolo ad essere trainante. La Regione sta cercando anche di portare avanti un discorso di tutela per la castagna, per permettere di rimettere in piedi un tessuto economico che è fondamentale per queste realtà”, così il presidente di Cia Campania Alessandro Mastrocinque.

Per il presidente nazionale Secondo Scanavino, giunto in Irpinia anche per i noccioleti avellinesi, non si può non fare niente “Siamo qui per affrontare una serie di problemi purtroppo antichi che affliggono la castanicoltura campana, avellinese, dal punto di vista fido-sanitario ed anche per certificare la grande dinamicità imprenditoriale e la capacità di rendere questo prodotto un prodotto tipico con avanzamento e produzione, tanto da fare la birra”.

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