Montoro, insulti social alla candidata M5S con il velo



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Vergogna social: la candidata del M5S a Montoro presa di mira per la sua fede religiosa. Diversi i messaggi di solidarietà alla 20enne studentessa

A soli 3 giorni dalle festività del 25 aprile, ci ritroviamo a commentare un fenomeno di intolleranza di stampo religioso a mezzo social. Siamo a Montoro, dove la candidata del Movimento 5 Stelle, Assiya Nasri, ha subito insulti di stampo islamofobo sotto un suo post su Facebook.

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La Nasri, che sostiene la candidata sindaco Silvia Romano, 20 anni e studentessa presso l’Università degli Studi di Salerno, parla ben 4 lingue ed è laureanda in Matematica.

Diverse sono le ragioni poste dagli haters del web. C’è chi crede che, con una sua elezione, la Nasri si occuperà solo della comunità islamica, oppure chi pensa che possa portare la sharia, la “legge di Dio”, in Italia. C’è anche chi, indirettamente, accusa il M5S di essersi “aperto” troppo e assicura di non votarli più. Presenti anche commenti che prevedono un drastico futuro in caso di elezione e che invitano la Nasri a “tornare a casa”.

Molti messaggi di solidarietà sono arrivati sul profilo social della giovane candidata. Tra tutti, quello della deputata 5S Pallini, che ha invitato alla riflessione, soprattutto a pochi giorni di distanza dalla festa della Liberazione.

Tra tutti i commenti, quello che lascia più spazio alla riflessione è quello di un utente che cita l’art. 19 della nostra Costituzione, che fa riferimento alla libertà di religione, purché i riti non siano offesa al buon costume. Per l’utente, evidentemente, indossare un velo significa offendere il costume tradizionale. Ma rispettare i canoni della propria religione significa offendere le tradizioni italiane? Possiamo escluderlo senza indugi; i nostri padri costituenti non la pensavano così. Altrimenti non sarebbe esistito l’articolo 3, principio fondamentale della Costituzione, che afferma l’uguaglianza di tutti, senza alcuna distinzione, soprattutto religiosa.

Siamo nel 2019, non possiamo permettere eventi del genere; siamo una società profondamente evoluta, ma evidentemente l’ignoranza è ancora presente e da tale si trasforma in intolleranza. Il web, si sa, ha accentuato il fenomeno, perché permette a tutti, anche sotto profili falsi, di “vomitare” odio verso chiunque, anche verso una giovane 20enne che crede in ciò che fa e va avanti per la sua strada.

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