mercoledì - 12 Agosto 2020

Altavilla Irpina, il 30 agosto “Nel Labirinto di Altacauda tra sacro e buon profano”

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    Montoro, un workshop dedicato alle donne

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    A Montoro si celebra la donna come libellula danzante tra cultura e benessere. L’incontro è gratuito, con le rispettive precauzioni data la situazione attuale 

    Sabato 7 marzo alle ore 17,00 presso l’Arco di Magliano di Montoro si terrà “Sfumature di donna”, un workshop gratuito dedicato al mondo femminile in ogni sua sfumatura condotto da Donatella De Bartolomeis.

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    Il mese di marzo è il mese dedicato alle donne. C’è chi festeggia brindando alla libertà, chi rivendica i propri diritti in altri modi e c’è chi come Donatella De Bartolomeis festeggia la donna tra cultura e benessere nell’evento di Montoro, un binomio che più volte abbiamo letto più o meno esplicitamente sul sito delle Edizioni Il Papavero, nell’ambito di presentazioni e in diversi contesti.

    Ecco l’intervista fatta proprio a Donatella De Bartolomeis in vista dell’evento di Montoro.

    Montoro
    “Guardare il mondo da diverse angolazioni”.

    Che relazione c’è, quindi, tra i libri ed il benessere?

    Sono cresciuta a pane, libri e fantasia. Leggere mi ha consentito di scoprire nuovi orizzonti, di raccogliermi su me stessa e nei miei pensieri, di viaggiare nel tempo e nello spazio, di confrontarmi con persone del mondo reale o della fantasia consentendomi di approcciare caleidoscopici microcosmi.

    Tutto questo ti fa crescere in fretta senza rinunciare, però al fanciullo che è in te, ti dà una visione diversa della vita.”

    Tutti abbiamo sentito parlare de Il Papavero, la tua casa editrice irpina. La conosciamo per le pubblicazioni sempre attente al sociale e per aver voluto abbattere le barriere alla lettura con libri personalizzati per ipovedenti e dislessici. È questo che intendi con cultura e benessere?

    “Non proprio, almeno non solo. Cultura e sociale devono camminare sotto braccio se vogliamo regalare piccole stelle al mondo per illuminare il buio nel quale versa la nostra umanità smarrita e disorientata. Per benessere intendo altro, ma è una storia che affonda le radici lontano nel tempo.”

    Ti va di raccontarcela, almeno per tratti salienti?

    “Certo. A 12 anni mi sono imbattuta in un libro di filosofia zen e da quel momento la mia curiosità mi ha spinto a leggere testi sempre più specifici, dettagliati e man mano che aprivo la mia mente e il mio cuore, mi trasformavo da larva a crisalide.

    Ho studiato tanto ma sempre da autodidatta, anche perché quando ero ragazza se provavo a parlare di meditazione, sciamanesimo, tibetani, venivo additata nella migliore delle ipotesi come strana.

    Dopo il liceo intrapresi l’attività imprenditoriale investendo molto nella formazione personale (comunicazione, leadership, gestione dei team di lavoro) e a mia volta formavo altre persone.

    Poi un giorno sono stata ricoverata d’urgenza, ebbi paura di non uscirne viva e giurai a me stessa che se ce l’avessi fatta non avrei mai più rinunciato ai miei sogni.”

    È stato allora che ho fondato la casa editrice e ho iniziato a studiare Shiatsu e dopo un percorso di 5 anni con tesi sugli attacchi di panico sono diventata istruttrice e da quel momento non mi sono fermata più.

    Bioenergetica, Feng Shui, kinesiologia emozionale. Oggi sono Naturopata, continuo ad aggiornarmi e a studiare prima di tutto per me stessa.”

    “Sfumature di donna” in cosa consiste concretamente? 

    Montoro
    È necessaria la prenotazione, per ragioni di sicurezza.

    “Più che spiegarlo bisognerebbe viverlo. In ogni caso é un incontro che mira ad offrire piccoli e pratici strumenti per gestire in modo sano la rabbia (gli orientali sostengono che i calcoli alla colecisti siano rabbia cristallizzata e le donne erano più a rischio perché per educazione e per cultura non potevano gridare, ribellarsi, ma subivano ogni cosa e la rabbia la ingoiavano) e per gestire lo stress (avete mai pensato quante cose contemporaneamente fa una donna? E quante di queste cose sono per lei?).”

    Quindi se ho ben capito, insegni come poter superare, gestire, i disagi quotidiani a cui tutte siamo esposte. È così? 

    “Insegnare è una parola impegnativa, indico degli strumenti, ma soprattutto nella seconda fase cerco di mettere a nudo gli stereotipi di donna che sono in ognuno di noi e che per praticità ho condensato in  la fanciulla, la madre, la seduttrice e la strega.”

    E se qualcuno dovesse scoprire di essere strega?

    “Ma vedi questi stereotipi sono tutti presenti in noi, solo che per retaggi socio-culturali spesso li rinneghiamo. L’obiettivo è riconoscere ed accettare in noi l’esistenza di tutte queste donne, accettarle, ringraziarle, amarle, rispettarle e lasciarle libere di esprimersi.

    Questo ci aiuta ad essere libere e a superare i pregiudizi e i giudizi degli altri, solo se ci amiamo e ci accettiamo così come siamo possiamo esprimere al meglio la nostra luce.”

    E queste pratiche nel tempo portano alla felicità o togliere la maschera ci complica la vita.

    “Non si tratta di indossare o meno delle maschere, ma di liberare la nostra vera essenza nell’amore e nella gratitudine. E questo come hai appena detto tu ci fa intravedere la strada per la felicità.”

    Mi chiedo dove sia la felicità.Tu l’hai trovata?

    “Sono sulla buona strada.” ride “La felicità non è un punto di arrivo ma è nel viaggio solo che dobbiamo cambiare rotta.

    Non dobbiamo cercare all’esterno, ma dentro di noi, è lì che dobbiamo fare luce. A riguardo vorrei chiudere con un’osservazione di un mio amico, un uomo che stimo molto, il dott. Michele Ciasullo, lui mi ha sempre detto, se vogliamo evolvere dobbiamo trasformarci da ricercatori a coltivatori, io aggiungo, del nostro giardino interiore. E ti lascerei con questo Koan.”

    Un koan? Che cos’è? 

    “Sì, un koan. È una brevissima storia, parabola, o frase che diventa strumento di contemplazione per la pratica meditativa che ha lo scopo di aiutare la persona a superare gli schemi di pensiero di ogni giorno per arrivare ad una maggior comprensione delle cose. Ti aspetto il 7 così potrai constatare di persona cosa faremo e poi mi dirai cosa ne pensi.”

    Data la situazione attuale, è necessaria la prenotazione al numero che appare in fondo alla locandina.

    L’incontro previsto per il 7 marzo, a Montoro, avverrà rispettando la giusta distanza tra i partecipanti, in una sala adeguatamente areata e disinfettata con i presidi previsti per legge.

    Le misure adottate sono nel rispetto delle persone.

    Leggi anche uno studio per conoscere le condizioni ambientali

    http://edizioniilpapavero.it/

     

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