venerdì - 28 Gennaio 2022
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    Moscati, vaccino ai bambini fragili: avviate le prime 160 somministrazioni

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    Vaccinazione ai bambini fragili: avviate le prime 160 somministrazioni all’Azienda Moscati di Avellino

    Un altro piccolo, ma comunque significativo contributo alla campagna vaccinale: dopo i pazienti fragili e le donne in gravidanza o che hanno partorito da poco, l’Azienda ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino ha avviato anche la somministrazione dei vaccini ai bambini. E sono già 160 i minori di età compresa tra i 5 e gli 11 anni che hanno ricevuto la prima dose.

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    Un’attività che sta portando avanti l’Unità operativa di Pediatria in collaborazione con l’Unità operativa di Medicina Preventiva. Le somministrazioni vengono effettuate in un’area dedicata attigua al reparto diretto da Antonio Vitale e sono riservate ai bambini fragili o potenzialmente a rischio.

    «Un lavoro che non si fermerà – sottolinea il primario Vitale –. Già domani sono in programma altre cinquanta inoculazioni. La vaccinazione ai bambini è molto importante. I numerosi accessi di piccoli positivi nel nostro pronto soccorso pediatrico che stiamo registrando in questi giorni rappresentano un campanello di allarme che non può essere ignorato: sebbene la maggior parte dei bambini riesca a guarire dal Covid-19 senza problemi, la loro positività rappresenta un veicolo di trasmissione pericoloso per le persone anziane e fragili».

    Uno studio della Fiaso evidenzia che il 34% dei pazienti Covid è in ospedale per altre patologie. Il manager Pizzuti: «Necessario rivedere l’organizzazione assistenziale come abbiamo fatto al Moscati»

    C’è anche l’Azienda ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino tra i sei grandi ospedali italiani (gli altri sono Asst Spedali civili di Brescia, Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, Irccs Aou di Bologna, Policlinico Tor Vergata e Policlinico di Bari) che hanno fornito alla Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) la fotografia dei pazienti Covid positivi ricoverati il 5 gennaio scorso. Dallo studio elaborato dalla Federazione è emerso, tra l’altro, che il 34% dei degenti non è in ospedale per sindromi respiratorie o polmonari e non ha sviluppato la malattia da Covid-19, ma richiede assistenza sanitaria per altre patologie, come ictus, infarti, gravidanze o traumi, e al momento del tampone pre-ricovero è risultato positivo al virus Sars-Cov-2. Un dato che era stato già evidenziato dal Direttore Generale dell’Azienda Moscati, Renato Pizzuti, e che viene confermato anche dalle caratteristiche anamnestiche dei pazienti positivi attualmente ricoverati.

    «La rilevazione – sottolinea il manager Pizzutiperaltro Coordinatore Fiaso Campania -, per quanto riferita a un limitato numeri di ospedali, riguarda comunque un campione di pazienti ricoverati in Aziende di rilievo. Emerge una sostanziale differenza tra le precedenti ondate pandemiche e l’attuale. Infatti, un terzo dei pazienti risulta affetto da patologie acute o croniche e spesso la positività al virus SARS-CoV-2 è un rilievo occasionale. Ciò significa, in termini assistenziali, che la gestione dei pazienti positivi al Covid non può più essere limitata ad ambienti di Medicina Interna, ma va orientata, per una parte di essi, verso reparti specialistici. Proprio partendo da questa valutazione, l’Azienda Moscati si è già organizzata, affidando un numero significativo di degenti alla gestione delle singole specialità, come ad esempio la Cardiologia, l’Ortopedia, l’Oncologia, che prendono in carico direttamente il paziente secondo le patologie da cui è affetto».

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