domenica - 5 Dicembre 2021
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    Mugnano del Cardinale, rilasciati diplomi falsi

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    L’istituto scolastico paritario “Francesco De Santis” di Mugnano del Cardinale, è sotto inchiesta, per aver rilasciato attestati di qualifica falsi

    Stamattina, è partita la terza inchiesta sugli attestati di qualifica falsi rilasciati da un’istituto scolastico paritario. Gli inquirenti, stanno lavorando per far luce sul giro di titoli falsi, che hanno permesso a numerosi ex allievi di conseguire il diploma. Nell’istituto scolastico di Mugnano del Cardinale.

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    E con lo stesso, sono riusciti a conseguire con ingiusto profitto, l’assunzione in vari istituti scolastici del Nord Italia.irpinia - atripalda, Avellino, Sant'angelo dei lombardi

    L’inchiesta è condotta dalla Procura di Avellino, che sta investigando sulle modalità dei titoli di qualifica falsi, presi presso l’Istituto paritario Irpino di Mugnano del Cardinale.

    Con il rilascio di questi attestati, diplomi, si è accertato, di come molti ex allievi, hanno potuto scalare la graduatoria del personale Ata. 

    Vincenzo Russo, il sostituto procuratore della sezione criminalità economica, ha iscritto nel registro degli indagati, 18 persone accusate in via provvisoria. Di tentata truffa, falso materiale e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale. 

    Secondo l’ipotesi accusatoria della procura, al momento i 13 ex allievi, di cui alcuni già sono stati ascoltati (e sono difesi dagli avvocati Annibale Schettino, Antonio Falconieri, ed altri). Con Francesco Mauro, Francesco Cavaliere, Francesco De Blasio e Mario Bellucci, rispettivamente amministratore, proprietario e coordinatore didattico dell’istituto.

    Avrebbero concorso alla formazione dei falsi attestati-diplomi nel settore dei servizi per l’enogastronomia e ospitalità alberghiera.

    Le segnalazioni relative alle false certificazioni, rilasciate dagli istituti paritari irpini, sono pervenute all’ufficio Scolastico Regionale del Veneto. Segnalazioni, che hanno evidenziato anomalie negli attestati, che hanno portato all’apertura del terzo filone d’inchiesta in Irpinia.

    Andando ad affiancare, le altre due inchieste condotte sempre dalla procura di Avellino. Nella prima inchiesta, c’è stata una condanna a 5 anni e sei mesi di reclusione, per l’ex sindacalista Antonio Perillo, e l’assoluzione per Biagio Amato. Mentre nella seconda inchiesta, sono stati coinvolti 50 indagati, i quali sono stati raggiunti da avvisi di conclusione delle indagini preliminari.

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